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Olli Rehn, governatore della Banca centrale di Finlandia e capo della gestione del dossier Covid-19 per la Fifa: «La pandemia costerà al calcio 14 miliardi di dollari»

DiMariano Boero

19 Settembre 2020

Tira aria di sconfitta tra gli spogliatoi dei club. «La pandemia potrebbe costare 14 miliardi di dollari al calcio mondiale e ha già spinto più di 150 federazioni a cercare l’aiuto della FIFA», ha detto Olli Rehn, governatore della Banca centrale di Finlandia ed ex vicepresidente della Commissione Europea, che presiede la gestione del dossier Covid-19 per la Fifa. «Molti club rischiano di non sopravvivere», ha infatti ribadito Andrea Agnelli, presidente della Juventus ma anche massima carica dell’Eca – l’associazione europea dei club calcistici – che ha stimato un crollo dei ricavi per le società del vecchio Continente di circa 4 miliardi di euro nelle stagioni 2019-20 e 2020-21. La situazione per il calcio mondiale, però, potrebbe essere ben più drammatica. Questa stima così ingente riguarda l’intera economia calcistica, ovvero tutte le 211 federazioni affiliate alla Fifa, con conseguenze deleterie distribuite a macchia di leopardo. «Il calcio sudamericano ha sofferto abbastanza pesantemente in un continente duramente colpito dalla pandemia, anche se in termini assoluti l’Europa ha subito maggiori perdite», ha spiegato Rehn. «Più di 150 associazioni aderenti hanno già richiesto il piano di assistenza, che prevede 1,5 miliardi di dollari tra sovvenzioni e prestiti. Questo aiuto non è limitato nel tempo e mira a consentire alle federazioni di superare questa crisi a lungo termine; altri Paesi membri potranno richiedere i fondi in un secondo momento». Secondo i piani, la Fifa prevede di concedere entro gennaio 2021 a ogni federazione un contributo di 1,5 milioni di dollari, 500.000 dollari dei quali destinati al calcio femminile. Inoltre ogni federazione potrà richiedere prestiti senza interessi fino a 5 milioni di dollari da utilizzare per attività, tra cui il riavvio delle competizioni e l’attuazione di protocolli di ripresa del gioco. Fondamentale per Rehn monitorare l’utilizzo dei fondi erogati. «La corruzione non ha posto nella Fifa. È quindi imperativo assicurarsi che il fondo sia utilizzato per gli scopi giusti». Tutto questo basterà per far ripartire l’azienda calcio nel mondo?

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