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Sport, Spadafora: «Rispetto all’Europa siamo indietro! Dal Recovery Fund 1,5 miliardi per ristrutturazioni e digitalizzazione impianti»

DiMariano Boero

Ott 1, 2020

Il Recovery Fund è ormai una certezza e ora è scattata la corsa per accedere ai finanziamenti. Ogni settore produttivo della società ne invoca una fetta e lo sport non fa eccezione. Anzi, dopo la pandemia da Covid-19 che tanto ha condizionato anche le attività sportive, servono risorse importanti e interventi mirati per rilanciare l’intero settore. Mentre è in pieno svolgimento il dibattito in Italia su come verranno utilizzati i fondi europei, il ministro per lo Sport e le Politiche giovanili Vincenzo Spadafora ne rivendica una parte annunciando, in audizione alla commissione Cultura della Camera, che richiederà 1,5 miliardi di euro, in particolare per la ristrutturazione degli impianti. «Il nostro ministero si sta già concentrando nella richiesta di almeno un miliardo di euro che possa essere complessivamente indirizzato all’impiantistica sportiva – ha detto Spadafora -. La seconda linea di intervento che proporremo, per un altro mezzo miliardo di euro, la stiamo strutturando in progetti sociali e culturali territoriali che vedano il coinvolgimento dei più giovani e delle Società e Associazioni sportive dilettantistiche». Come detto, l’intervento principale riguarderà l’impiantistica che rappresentava un problema fondamentale per il settore già prima della pandemia. Anche per il valore sociale dello sport a livello non professionistico. «Sull’impiantistica sportiva serve un lavoro enorme. Bisogna colmare il gap con il resto d’Europa. Non si tratta solo di realizzare nuovi impianti o ristrutturare quelli esistenti, ma bisogna avere come obiettivo una revisione delle strutture che possa portare a una transizione al digitale, mettendosi al pari di altri Paesi europei. Questo vale anche per l’efficientamento energetico delle strutture, altro punto su cui l’Europa invita a indirizzare le risorse del Recovery Fund», ha spiegato il ministro. «Qualcosa in questo senso viene già fatto con il progetto Sport e periferie, per il quale abbiano raddoppiato le risorse (che ammontano a 140 milioni di euro), ma occorre un progetto nazionale di riqualificazione vera, per seguire gli obiettivi proposti dall’Europa». Così il Recovery Fund può segnare una svolta decisiva per lo sport italiano. Da un disastro economico a causa della pandemia può nascere un’occasione di rilancio attesa da tantissimi anni.  

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