• lunedì, 18 Ottobre 2021

Calcio in streaming: Amazon e Netflix pronte a scendere in campo. De Siervo, A.D. Lega serie A: «Il sistema è a rischio collasso, va protetto»

DiMariano Boero

Ott 7, 2020

Un’altra rivoluzione nel mondo del calcio. Dopo gli stadi semi vuoti e le partite a rischio a causa del Covid-19, ora arriva una buona notizia per i club. O almeno così potrebbe essere: i colossi Amazon e Netflix potrebbero presto scendere in campo anche in Italia per aiutarci a superare la crisi economica dovuta alla pandemia. «Stiamo attirando l’interesse di grandi piattaforme internazionali, speriamo di tornare al centro del confronto fra tecnologie e piattaforme. Con la creazione di una rete unica, il calcio può divenire elemento attrattivo. Un prodotto, come avviene all’estero, con cui le telefoniche possano arricchire i contenuti», ha detto l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo. Il progetto potrebbe essere quello di produrre in autonomia le gare della serie A per poi vendere l’intero pacchetto alle piattaforme, avendone quindi ricavi importanti a costo quasi nullo. Amazon Prime ha già trasmesso 4 gare della Premier League inglese nella scorsa stagione e l’esperimento potrebbe quindi concretizzarsi anche in Italia. De Siervo ha fatto anche il punto sul momento del pallone nazionale. I numeri sono pesantissimi: «Finora il danno per la Serie A è superiore ai 500 milioni di euro. Una cifra importante non solo per il nostro campionato, ma per tutto il calcio italiano perché siamo il motore di un’industria che dà lavoro a migliaia di persone. Prima della pandemia in Italia i costi dei giocatori erano equivalenti ai ricavi da diritti televisivi, circa il 65 per cento del fatturato – ha sottolineato De Siervo – Mancando gli altri ricavi, oggi il sistema è a rischio collasso. Il calcio va protetto». La soluzione, dunque, è proprio nella trasmissione delle gare. «Abbiamo un interlocutore molto forte come Sky, abbiamo Dazn, che ha dimostrato di credere nell’Italia con un investimento importante. Credo avremo sorprese positive, nonostante il fatto che non esista in questo momento una concorrenza forte come avveniva negli anni passati, quando Mediaset concorreva sui diritti tv». La rivoluzione passa dalla costituzione di una media company che gestisca in toto il pacchetto diritti tv e renda il prodotto calcio appetibile anche all’estero. «La Media Company se verrà confermata entro il 9 o il 10 ottobre, è un tentativo di evoluzione del nostro calcio. Per tornare a brillare come prima stella in Europa abbiamo bisogno di introdurre capitali privati che possano aiutarci con minimi garantiti e cifre importanti, da investire nello sviluppo del nostro brand all’estero. Alla fine di questa crisi potremmo trovarci molto più vicini al calcio inglese di quanto non lo siamo oggi».

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