• lunedì, 18 Ottobre 2021

Diritti Tv: trema il campionato francese. E non solo…

DiMariano Boero

Ott 20, 2020

Il massimo campionato di calcio francese è col fiato sospeso. Mediapro, la compagnia spagnola che ha acquisito i diritti per le stagioni che vanno dal 2020/21 al 2023/24 insieme a beIN Sports, vuole rinegoziare i termini del contratto siglato con la Lega Calcio transalpina. Ovviamente al ribasso e non di poco. Come primo atto Mediapro ha chiesto un rinvio del pagamento della rata prevista per il 5 ottobre per un valore di circa 172 milioni di euro, motivando la richiesta con l’emergenza Covid-19. Ma la Lega non ci sta: «Ci rifiutiamo di accordare un rinvio del pagamento a Mediapro», dicono, nonostante il campionato scorso si sia concluso d’ufficio il 30 aprile. In totale, Mediapro ha garantito circa 800 milioni annui per trasmettere le partite della Ligue 1 e della Ligue 2. La stessa compagnia, inoltre, si è assicurata in Francia i diritti televisivi per l’Europa League dal 2021 al 2024.

Il banco per il calcio francese rischia di saltare. Anche grazie ai pacchetti ceduti a beIN Sports, la Lega calcio è riuscita ad aumentare i proventi del 59,7% rispetto al precedente periodo, con ricavi annui per 1,153 miliardi a stagione (circa 4,6 miliardi per il quadriennio). Ora tutto può cambiare. Considerando pure che Canal+, detentrice dei diritti fino allo scorso campionato, non ha saldato la propria rata da 110 milioni di euro entro la scadenza fissata al 5 aprile, adducendo come causa l’emergenza sanitaria. Stessa cosa con beIN Sports, la cui rata si aggirava sui 42 milioni di euro. Le parti in causa, alla fine, hanno trovato un accordo ma al ribasso passando dai 110 milioni di euro pattuito ai 37 finali .

Il rischio però non riguarda solo il calcio francese. In particolare con la chiusura degli stadi al pubblico, i proventi da diritti tv sono di fatto l’unica vera fonte di introito per i club calcistici. Se altri colossi della tv seguiranno l’esempio francese innescando un effetto a catena, il mondo del pallone europeo potrebbe davvero finire gambe all’aria. Anche senza un nuovo lockdown o uno stop ai campionati.

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