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Mercati – 01 novembre 2020

DiRedazione

2 Novembre 2020

Le prospettive di crescita globale stanno realizzando miglioramenti di entità modesta con la maggior parte delle revisioni al rialzo che derivano da una migliore prospettiva negli Stati Uniti, allo stesso tempo le prospettive per alcune organizzazioni internazionali sono previsti miglioramenti del PIL anche in Canada, Giappone e Nuova Zelanda, mentre in Europa ci si aspetta un calo economico minore in Svezia e Norvegia. Rimangono sostanzialmente invariate le previsioni per la zona euro e il Regno Unito.  I numeri in tutta l’Eurozona presentano rischi al ribasso, mentre gli elevati casi di COVID-19 confermati nel Regno Unito e le incertezze di Brexit continuano a pesare sulle prospettive dell’economia britannica. Anche le prospettive per le economie in via di sviluppo sono migliorate. La Cina continua a guidare la ripresa in tutti i paesi emergenti mercati; ed ora sono previsti cali economici più contenuti in Messico e in Brasile.  L’India invece rimane ancora un punto caldo globale per le conseguenze del COVID-19 sulle attività e la mobilità in tutta la regione ed il poco sostegno monetario e fiscale che tiene la sua economia sotto pressione. In questo contesto i mercati stanno godendo di un periodo di relativa calma da un punto di vista di performance e volatilità, ma i segnali di un aumento della volatilità già si intravedono ed il focus dei mercati ancor più di prima è sempre sugli Stati Uniti sia perché si stanno dirigendo verso un periodo di incertezza dovuta alle elezioni presidenziali del 2020 sia perché l’economia sta ancora affrontando gli effetti disastrosi della pandemia di coronavirus. Pur tuttavia, se da un lato negli Stati Uniti si stanno verificando il protrarsi e il fallimento di colloqui per fornire ulteriori aiuti ai lavoratori e alle imprese che si stanno ancora riprendendo dallo shock dei mesi scorsi, dall’altro le richieste di ulteriori aiuti arrivano di nuovo da tutto il mondo, all’aumentare infatti dei casi di COVID-19 sia in Germania che in Francia che vedono infezioni record e costringono alcune parti d’Europa come in Italia a reintrodurre nuove misure di blocco. Senza efficaci stimoli fiscali, vi è certamente un forte rischio che il reddito personale ristagni, il guadagno di nuovi posti di lavoro rallenti, i consumatori si ritirino e un numero maggiore di piccole e medie imprese falliscano. Le ricadute economiche derivanti dalla mancanza di azioni fiscali aumentano la probabilità di un effetto negativo sul PIL nel quarto trimestre. Detto questo se consideriamo gli indici MSCI USA Micro Caps negli ultimi 6 mesi, pur esposti ad una maggiore volatilità , hanno ottenuto performance superiori di quasi il 15% rispetto agli indici MSCI USA Large Caps, che a loro volta hanno realizzato un guadagno del 30% da fine Aprile. Quindi i mercati sembrano scontare che il consumatore statunitense rimanga sano, e peraltro i dati lo confermano, con un tasso di risparmio più alto dall’ultima crisi finanziaria di oltre 10 anni fa. Oltre a ciò, le vendite al dettaglio di settembre sono aumentate dell’1,9% e una lettura preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori è salita a 81,2 questo mese dall’80,4 di settembre, il più alto da marzo, anche se ancora ben al di sotto dei livelli pre-pandemici.

INDICI DEL MERCATO AZIONARIO ITALIANO AL 29/10/2020

  Performance % Volatilità %Massima perdita %
Indice Azionari Italia3 mesi1 anno3 anni3 anni3 anni
Azionario Generale-2,68-8,53-8,122,8-41,28
Azionario Large Cap-5,32-12,49-12,1424,01-41,96
Azionario Small Cap2,27-10,85-13,3122,24-43,45
Indici Settoriali
Tecnologia e Apparecchiature10,9948,8171,7639,55-48,57
Alimentari e bevande17,4111,7143,9327,11-39,97
Farmaceutici e Biotecnologie5,9941,4553,1226,1-32,91
Beni personali e per la casa9,5915,6920,7926,28-43,25
Automobili e Componentistica4,363,087,9128,41-36,08
Costruzioni e Materiali2,80,23-8,6932,5-45,25
Industria4,14-12,36-28,1627,26-51,82
Media7,61-34,31-41,0133,32-59,47
Servizi finanziari-3,86-11,42-15,28,45-51,76
Assicurazioni-6,83-24,21-3,2821,83-45,05
Telecomunicazioni e Servizi0,69-24,26-46,3535,11-63,35
Banche-6,91-17,75-38,4531,88-55,41
Trasporti e Turismo-0,87-35,88-54,6942,51-78,09
Chimica e Energia-19,12-45,24-40,529,77-55,65

Nota:
Gli indici settoriali del mercato azionario italiano sono ordinati in modo decrescente sulla base delle performance storiche calcolate congiuntamente su tutti i tre periodi temporali sopra indicati

COSTO DEL CAPITALE PROPRIO DEI PRINCIPALI TITOLI AZIONARI (FTSE MIB)

 TitoloβCosto Capitale ProprioPerformance da inizio anno YTDMarket Cap al 23.10 (in mln di €)
1UNICREDIT1,2815,1%-46,6%15.495
2LEONARDO - FINMECCANICA1,2595,0%-53,3%2.776
3ENI1,2244,9%-50,3%23.178
4MEDIOBANCA1,1864,7%-33,0%5.827
5FIAT CHRYSLER AUTOMOBILES NV1,1814,7%-15,8%17.706
6BANCO BPM1,1774,7%-17,2%2.535
7BPER BANCA1,1654,7%-60,3%633
8CNH INDUSTRIAL1,1614,6%-23,4%9.815
9AZIMUT1,1544,6%-20,7%2.228
10ST MICROELECTRONICS1,1514,6%20,1%26.014
11INTESA SAN PAOLO1,1054,4%-33,5%30.330
12TENARIS1,1054,4%-55,9%5.158
13EXOR1,0824,3%-28,9%11.652
14POSTE ITALIANE1,0814,3%-22,1%9.913
15ATLANTIA1,0794,3%-30,4%11.713
16SAIPEM1,0634,3%-66,1%1.468
17BUZZI UNICEM1,0204,1%-7,9%3.338
18TELECOM ITALIA1,0054,0%-41,1%4.842
19UNIPOL0,9904,0%-33,1%2.442
20NEXI0,9884,0%20,5%9.068
21BANCA MEDIOLANUM0,9503,8%-28,8%4.714
22PIRELLI0,9423,8%-20,0%4.032
23BANCA GENERALI0,9323,7%-8,1%3.068
24MONCLER0,9103,6%-2,8%9.840
25PRYSMIAN0,9063,6%17,6%6.585
26FINECO0,8983,6%8,1%6.973
27A2A0,8953,6%-26,1%3.587
28ENEL0,8933,6%11,4%76.382
29SNAM0,8723,5%-2,3%14.515
30AMPLIFON0,8593,4%25,8%7.303
31ASSICURAZIONI GENERALI0,8403,4%-31,7%18.959
32HERA0,8243,3%-23,5%4.245
33CAMPARI0,7242,9%14,7%10.649
34TERNA0,7232,9%3,1%11.959
35RECORDATI0,7182,9%28,5%9.981
36INTERPUMP GROUP0,7092,8%18,3%3.606
37ITALGAS SPA0,6972,8%-0,2%4.122
38FERRARI0,5752,3%8,5%30.493
39INWIT0,5722,3%12,1%8.891
40DIASORIN0,3221,3%63,8%10.624
FTSE MIB-19,0%446.659
CAPM: Ke = Rf + ? x Rp
Coefficiente di rischio sistematico?
Rendimento attività prive di rischioRf0,0
Premio per il rischio di mercatoRp4,0%

Nota:
Il coefficiente Beta indica il grado di rischio sistematico a breve (ultimi 12 mesi) del titolo rispetto all’indice FTSE MIB è calcolato sui dati giornalieri utilizzando i prezzi di riferimento, al fine di essere coerenti con le quotazioni dell’indice. Come rendimento delle attività prive di rischio è stato inserito il rendimento del BTP quinquennale.

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