#RECYNAISSANCE: l’innovativo contest sulla sostenibilità creativa di Istituto Marangoni Milano e Firenze Manteco

Parola d’ordine: Upcycling. Prezioso concetto alla base dell’innovativo progetto #RECYNAISSANCE, che vede protagonisti Istituto Marangoni Milano Fashion e Firenze e l’azienda tessile Manteco. Un contest per mettere in luce i migliori talenti della Scuola, incentrato sulla sostenibilità e sulle nuove frontiere del riuso come stimolo alla creatività, tematiche di grande attualità e interesse e che ormai permeano il fashion system.

Manteco, che collabora attivamente con le più grandi aziende del lusso, ha fatto della sostenibilità il suo valore fondante, ponendola al centro delle sue pratiche operative e di business, grazie alla produzione di materiali da tessuti rigenerati in base ai principi dell’economia circolare. L’attitudine visionaria che contraddistingue Manteco, ha portato l’azienda a riflettere attivamente sul concetto di upcycling come nuova forma di sostenibilità e nuovo approccio alla moda contemporanea.

Manteco ha chiesto ai migliori talenti di Istituto Marangoni di presentare la loro personale idea di sostenibilità attraverso il contest creativo #RECYNAISSANCE, che nasce da alcuni concetti più che mai attuali. Recycling – e nello specifico upcycling – è la tecnica di riuso che ha guidato gli studenti a esprimere la propria idea di nuova estetica della moda, mentre Renaissance, oltre ad essere simbolo della terra d’origine di Manteco, racchiude al suo interno tutta la forza della rinascita creativa e di nuovi valori estetici.

Il progetto ha messo in luce alcuni tra gli studenti più promettenti della Scuola, che a maggio hanno presentato i loro elaborati e sono stati selezionati da una Giuria composta dal Team accademico di Istituto Marangoni e dal Team Head of Innovation & Sustainability e Special Project di Manteco. I progetti vincitori sono quelli di: Filippo Cascinelli, Maria Consolazio, Antea Galiazzo, Melissa Musolino, Antonio Princigalli, Emma Solzi.

L’elaborato di Filippo Cascinelli, incentrato sul menswear, nasce dal riflesso di un mondo frenetico, ansiogeno che deve rapportarsi con una realtà distrutta dall’inquinamento. Esso presenta quattro outfit completamente rigenerati e senza genere. La maglieria che si fonde in camicie e felpe, le vecchie giacche reiterpretate come gonne; il pantalone classico che entra in simbiosi con un jeans consumato, tutto per dare vita a un capo completamente nuovo.

Metamorfosi, progetto di Maria Consolazio, prende ispirazione dalla Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, un’opera caratterizzata dall’accostamento contrastante di un simbolo del­la società dei consumi con un altro che rimanda all’arte classica. L’idea nasce dal riprendere vecchie camicie dimenticate nell’armadio per scomporle e creare qualcosa di nuovo, il cui design si ispira alle donne Hutterite, quotidianamente vestite in abiti di cotone e ai colori e all’atmosfera di Castellammare di Stabia.

Antea Galiazzo, riflettendo sul concetto di riuso e assemblaggio, ha realizzato tre outfit originali partendo da vecchi jeans consumati, una camicia e un maglione di lana, creando patchwork di toppe in demin e capi in cui ha ridato una seconda vita alla lana. Nel suo progetto, l’upcycling diventa, quindi, anche lezione di vita, ci abitua ad usare le cose in modo nuovo, convertendole in qualcosa di migliore.

Nevermind the waste, progetto di Melissa Musolino, è una sua personale protesta verso la depersonalizzazione e il capitalismo. Motore della sua ricerca è stato il motto “Squat the world”, colonna portante della cultura punk. “Upcycling è un processo che nobilita un indumento sopraelevandolo al resto, poiché in grado di raccontare non solo una storia, bensì molteplici”. Melissa ha scelto quindi di indossare le storie più variegate: partendo da asciugamani, attraversando federe di cuscini fino ad arrivare a cappelli, cravatte e tanto altro ancora.

Nel progetto di Antonio Princigalli, l’upcycling, oltre a essere la modalità più sostenibile per la produzione di nuovi capi, è quella che più si adatta al desiderio di un futuro che sappia utilizzare nel modo migliore l’eredità della nostra storia, utilizzando oggetti del passato come materia prima. Il suo elaborato si basa sull’ideazione di outfit dallo stile semplice ma raffinato, realizzati partendo da capi usati e diversi tra loro, con l’intento di mostrare che con l’upcycling si possono creare prodotti pregiati e di classe.

Respect Reinvent Valorise è il progetto di Emma Solzi, che imita le pose di ritratti rinascimentali rendendo il capo in denim il vero protagonista, rappresentando in modo un po’ ironico e creativo quello che potrebbe essere un nuovo rinascimento e, al contempo, accostare il concetto di upcycling a un ambito elevato come quello dell’arte.

“#RECYNAISSANCE è stata una occasione speciale per i nostri talenti per misurarsi con tematiche estremamente attuali quanto fondamentali della fashion industry”, dichiara Barbara Toscano, Director di Istituto Marangoni Milano Fashion. “Essere un professionista del futuro significa saper riflettere su tematiche urgenti e, al tempo stesso, molto stimolanti, dando nuova vita e valore attraverso la creatività.”