• lunedì, 18 Ottobre 2021

10 milioni di euro alle scuole di danza private. Amalia Salzano, Presidente AIDAF: «Finalmente ci viene riconosciuta l’identità artistica»

Una conquista epocale per gli operatori dell’ars coreutica. Il decreto firmato dal Ministro Dario Franceschini stanzia un ristoro di 10 milioni di euro a sostegno delle scuole di danza private, un contributo che andrà a favore di tutte le realtà non facenti capo al settore dello sport. Un successo dal duplice significato tanto per l’AGIS quanto per l’AIDAF – Associazione Italiana Danza Attività di Formazione (promotore in prima linea della battaglia) perché, se da un lato a breve il settore potrà beneficiare del contributo a fondo perduto, dall’altro è riuscito nell’intento di far riconoscere la sua identità artistica. «Non esiste ancora una mappatura scientifica delle scuole di danza private in Italia – spiega il Presidente AIDAF Amalia Salzano – perché il settore è frammentato in tante configurazioni diverse e non è regolamentato. Da una valutazione non censita sono circa 30mila le scuole di danza in Italia; di queste, orientativamente, 6mila sono fuori dallo sport».

Quanto è importante questo ristoro?

«Arriva in un momento di grande difficoltà economica per le scuole di danza che non hanno mai voluto cambiare il loro status giuridico, configurate come associazioni culturali, ditte individuali. Insomma tutto tranne associazioni o società sportivo dilettantistiche, che tra l’altro hanno già avuto, dai vari decreti emanati, diversi sostegni dal Ministero dello Sport. Un comparto dimenticato. Abbiamo accelerato nell’emergenza, su quella che è una battaglia che Aidaf porta avanti sin dalla sua nascita, nel 1999, proseguendo con forza un percorso tracciato da altri ancor prima di noi: portiamo a casa un risultato storico perché, sostenendo le scuole private economicamente, viene riconosciuta loro automaticamente l’identità artistica».

Quale la difficoltà in tutti questi anni?

Amalia Salzano con Carlo Fontana, Presidente Agis

«Non è stato facile far comprendere la necessità di una regolamentazione per tutto questo settore e della professionalizzazione della figura dell’insegnante attraverso l’istituzione di un titolo unico su tutto il territorio nazionale. È dalla formazione che parte la filiera del sistema, i danzatori di domani, le compagnie, le produzioni, la circuitazione degli spettacoli.  Per tanto tempo il problema più grande è stato trovare un referente nazionale che oggi è il Mibact».

Le scuole di danza come potranno accedere al fondo?

«Il decreto sta seguendo il canonico iter burocratico. A giorni verrà pubblicato il bando con tutte le modalità e condizioni per accedere al contributo. L’ente erogatore sarà la SIAE».

Ancora in stand by invece l’attuazione della Legge 175/2017 che prevede il riordino del settore dello spettacolo?

«In realtà anche la Legge 175/2017 costituisce per noi di AIDAF e per il settore, una grande conquista, con l’inserimento al suo interno di una norma che prevede la regolamentazione del settore delle scuole private di danza e della figura dell’insegnante di danza. Al momento attendiamo che il Governo riprenda in mano questo iter, che si è fermato, causa anche la caduta di due governi e la pandemia. Ma noi non abbiamo mai smesso di sollecitare la ripresa della Legge e sappiamo che anche tutto il settore dello spettacolo dal vivo chiede regolamentazione».

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