• lunedì, 3 Ottobre 2022

Economia familiare: «Studiare fuori sede costa caro, ma la laurea resta un ottimo investimento» dice Andrea Rocco, CEO Ecomatica

I figli costano e costeranno sempre di più. Calcolatrice alla mano, i genitori mediamente spendono 185.072 euro (elaborazione Ecomatica, aggiornamento 2020 su dati ISTAT e Federconsumatori) per i loro ragazzi. La spesa si riferisce al periodo che va dalla nascita ai 18 anni. Ma non è tutto: quando inizieranno l’università continueranno a gravare ancora per molto sulle spalle della famiglia. «In Italia il taglio del cordone avviene sempre più tardi, oltre i 30 anni, l’età più alta in Europa», spiega Andrea Rocco, CEO Ecomatica, autore di un approfondimento sul tema dal titolo “I giovani nel nuovo ciclo di vita”.

In che senso e in che modo la relazione genitore – figlio si è trasformata?

«Tutto avviene più tardi, anche il tempo in cui lasciano casa e iniziano da soli il loro cammino».

Torneremo mai indietro?

«Non ci sono i presupposti. Il raggiungimento dell’indipendenza economica dei ragazzi è legata anche al mercato attuale, sempre mutevole che, per dare più opportunità ha bisogno anche di maggiori competenze e quindi più anni da dedicare agli studi».

Una volta maggiorenni, in tanti scelgono l’università: quanto costa sostenere un figlio ad un ateneo pubblico?

«Tra i 712 ed i 1325 euro all’anno, rispettivamente per una facoltà umanistica o scientifica. Alla retta vanno sommate le spese per i libri di testo, per un importo variabile dai 420 ai 750 euro all’anno, con un picco di 860 euro per la facoltà di medicina. Una spesa ancora accettabile se lo studente vive a casa con i genitori. Il vero fardello per oltre 600.000 giovani è se si è studenti fuori sede».

Perché?

«In Italia, Secondo l’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) le spese di alloggio ammontano in media a 4.058 euro l’anno (338,20 al mese) per un posto in una camera singola, 2.457 euro l’anno (208,10 al mese) per un posto in camera doppia. Si va dai 4.660 euro di costo massimo nel Centro Italia (l’area più cara, forse a sorpresa) ai 4.363 euro nel Nord fino ai 3.018 euro al Sud. Le destinazioni più costose rimangono Roma e Milano, dove l’alloggio per singolo studente può arrivare fino a 500 euro al mese. I dati si riferiscono ad università italiane pubbliche: in caso di atenei privati o all’estero i numeri salgono anche in modo molto significativo».

Terminati gli studi cosa accade?

«Negli ultimi 20 anni i lavoratori precari sono aumentati del 36%. Inoltre, dopo la grande crisi del 2008, si è verificato un aumento del 10% di contratti sotto i 12 mesi. Secondo gli ultimi dati ufficiali (fonte The Changing Nature of Work, Commissione Europea, 2019) viene meno la stabilità professionale, nonostante lo sforzo economico, ma i giovani sono consapevoli e non hanno paura: l’atteggiamento indispensabile è essere camaleontici».

Nei prossimi anni molte professioni verranno sostituite. Quali?

«Difficile dire esattamente quali, in generale possiamo affermare che sono a rischio quelle professioni dove il ruolo umano svolto potrà essere totalmente sostituito da una macchina. È la stessa Commissione Europea ad evidenziare che la percentuale di lavori a rischio di automazione si aggirerà in Italia nel prossimo futuro intorno al 15% circa».

La laurea è ancora un ottimo investimento?

«Conseguita nei tempi corretti sì, tuttavia assorbe importanti risorse finanziarie e posticipa l’uscita dei figli da casa».

Come fronteggiare il futuro?

«Accantonando risorse. Dobbiamo prendere atto che serviranno più soldi e quindi imparare a pianificare. Una migliore gestione del risparmio aiuta a vivere meglio».

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