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  • venerdì, 27 Gennaio 2023

Pirateria audio-video, un furto da 600 milioni. Il calcio scende in campo

Seicento milioni di euro di mancati incassi e 6 mila posti di lavoro a rischio. E ancora: 455 milioni di euro in termini di Pil perduto e 203 milioni di minore gettito fiscale nel suo complesso. È il costo, economico e sociale, della pirateria audovisiva nel nostro Paese secondo le ultime stime. Numeri pesantissimi che spiegano bene la maxi operazione della Guardia di Finanza contro la pirateria audiovisiva, editoriale e il sistema delle IPTV illegali. Sequestrati 58 siti web, 150 nuovi domini alias e 18 canali Telegram con più di 80 milioni di accessi annuali, che rappresentano circa il 90% della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia. La maggior parte di questi siti e canali servivano a diffondere abusivamente contenuti sportivi, su tutti le partite del campionato di . Già perché cinema e serie mostrano un trend calante, mentre a preoccupare è proprio la parte sportiva che registra una crescita di “furti” che sfiora il 10% annuo. Si stima infatti che in Italia ci siano circa 5 milioni di persone che non pagano per la pay tv pur assistendo ai servizi offerti. «Negli ultimi mesi le forze dell’ordine sono riuscite a mandare un messaggio in diretta a chi utilizzava questi servizi illegali, permettendo così di individuare il soggetto finale. Le persone che pensano di trovare una scorciatoia rischiano una ammenda da 2.582 a 25.822 euro e questa vittoria di oggi non riguarda soltanto il mondo dello , ma tutta l’industria della creazione dei contenuti che viene gravemente danneggiata dalla pirateria», ha spiegato l’ad della Lega di Serie A Luigi De Siervo. «La nostra attività di sensibilizzazione e l’ottimo lavoro della Guardia di Finanza stanno portando a grandi risultati, a tutela dei club, delle tv e dei consumatori finali», ha concluso.

L’Ad della Lega Calcio Luigi De Siervo

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