• martedì, 4 Ottobre 2022

Pirateria audio-video, un furto da 600 milioni. Il calcio scende in campo

Seicento milioni di euro di mancati incassi e 6 mila posti di lavoro a rischio. E ancora: 455 milioni di euro in termini di Pil perduto e 203 milioni di minore gettito fiscale nel suo complesso. È il costo, economico e sociale, della pirateria audovisiva nel nostro Paese secondo le ultime stime. Numeri pesantissimi che spiegano bene la maxi operazione della Guardia di Finanza contro la pirateria audiovisiva, editoriale e il sistema delle IPTV illegali. Sequestrati 58 siti web, 150 nuovi domini alias e 18 canali Telegram con più di 80 milioni di accessi annuali, che rappresentano circa il 90% della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia. La maggior parte di questi siti e canali servivano a diffondere abusivamente contenuti sportivi, su tutti le partite del campionato di calcio. Già perché cinema e serie tv mostrano un trend calante, mentre a preoccupare è proprio la parte sportiva che registra una crescita di “furti” che sfiora il 10% annuo. Si stima infatti che in Italia ci siano circa 5 milioni di persone che non pagano per la pay tv pur assistendo ai servizi offerti. «Negli ultimi mesi le forze dell’ordine sono riuscite a mandare un messaggio in diretta a chi utilizzava questi servizi illegali, permettendo così di individuare il soggetto finale. Le persone che pensano di trovare una scorciatoia rischiano una ammenda da 2.582 a 25.822 euro e questa vittoria di oggi non riguarda soltanto il mondo dello sport, ma tutta l’industria della creazione dei contenuti che viene gravemente danneggiata dalla pirateria», ha spiegato l’ad della Lega di Serie A Luigi De Siervo. «La nostra attività di sensibilizzazione e l’ottimo lavoro della Guardia di Finanza stanno portando a grandi risultati, a tutela dei club, delle tv e dei consumatori finali», ha concluso.

L’Ad della Lega Calcio Luigi De Siervo

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