BASKET, persi 40 milioni di euro: tutti i numeri della crisi

Una crisi pesante sotto canestro. Almeno 40 milioni di euro la perdita stimata per lo scorso campionato concluso con largo anticipo a causa della pandemia e del lockdown, cui si aggiungono i mancati ricavi in questa nuova stagione, con la ripresa a porte chiuse. Un salasso, per un movimento il cui giro d’affari complessivo si attesta intorno ai 130 milioni. Le voci che hanno visto la flessione maggiore sono tre: in testa le sponsorizzazioni, ritirate o onorate solo parzialmente, che rappresentano il 70% del totale dei ricavi dei club. Il ticketing, che equivale al 20% del totale (poco meno di 10 milioni). A tutto ciò si sommano le perdite da diritti televisivi, il merchandising e le varie iniziative dei club che valgono il 10% del totale.

Numeri pesantissimi che hanno colpito le società e l’intero movimento, ma anche i singoli atleti. Secondo uno studio condotto dalla Giba (Giocatori Italiani Basket Associati) tra i giocatori militanti in Serie A, Serie A2, Serie B e giocatrici di Serie A1 e Serie A2, la percentuale di riduzione sofferta nella scorsa annualità sportiva 2019/2020, in relazione ai contratti in essere, è stata tra il 17% e il 21% fra i professionisti (Serie A) – mentre fra i dilettanti la media è stata del 23% per gli uomini (Serie A2, Serie B) e del 22,5% per le donne (Serie A1 e Serie A2).

L’intesa tra Lega Basket e Associazione Giocatori in Serie A ha consentito però la salvaguardia dei contratti minimi e di quelli più bassi, che non hanno quasi per nulla subito variazioni peggiorative. A livello monetario, le percentuali significano una riduzione numerica che fra i professionisti si può stimare in un totale di 3.683.000 euro mentre fra i dilettanti (A2 e B) la somma è di circa 8.190.000 euro e nella femminile (A1 e A2) di circa 1.672.000 euro. E le prospettive per l’immediato futuro non fanno ben sperare.

Per la stagione in corso, infatti, la riduzione percentuale media sofferta tra i professionisti è del 23%, mentre tra i dilettanti e nella femminile è di oltre il 22%: fra i primi si può quantificare in circa 7 milioni e mezzo di euro mentre fra i secondi (A2 e B) la somma è di oltre 6 milioni e mezzo; nella femminile (A1 e A2) di oltre un milione e ottocentomila euro.