• lunedì, 3 Ottobre 2022

Draghi, Cottarelli ministro? «No comment, ma…».

Una riservatezza che vale più di mille parole. «Sono in silenzio stampa per un po’ di giorni…», dice Carlo Cottarelli, raggiunto telefonicamente da il Bollettino subito dopo il discorso di Mario Draghi, che ha accettato con riserva l’incarico di formare un nuovo governo. L’economista, però, di cose da dire ne avrebbe eccome: per lui pare ormai certo – e le sue parole laconiche sembrano confermarlo – è pronto un incarico nell’esecutivo dell’ex numero uno della BCE. Il toto-ministri ipotizza per Cottarelli un dicastero pesante, quello dell’Economia o della Pubblica Amministrazione con, in alternativa, un ruolo primario, magari come Commissario, nella gestione del Recovery Plan. In entrambi i casi, se le indiscrezioni aranno confermate, svolgerà un ruolo di primo piano nell’affrontare le fondamentali sfide di rilancio che aspettano l’Italia nell’immediato futuro. Prime tra tutte le riforme: giustizia e della PA, per l’appunto, in cima a tutte. Proprio come ci chiede l’Europa e come ha sottolineato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università Bocconi lo scorso 28 novembre «Next Generation Eu avrà successo solo se l’Italia sarà in campo. E questo è il momento per l’Italia di prendere in mano il proprio futuro e contribuire alla ripresa collettiva dell’Europa. L’Italia ha bisogno di due cose: disponibilità alle riforme e un approccio strategico agli investimenti». Ma sul tavolo c’è una sfida altrettanto importante, ovvero la lotta alla pandemia e la gestione del piano vaccinale, come da richiamo del capo dello Stato Sergio Mattarella: principali emergenze in agenda di quello che sarà un governo a forze trazione europeista. Ora toccherà a Mario Draghi e alla sua squadra di cui potrebbe far parte anche Cottarelli, colui che avrebbe dovuto traghettare il Paese da premier nel 2018. Mattarella gli affidò l’incarico di formare un governo prima dell’accordo Lega-M5S che portò Giuseppe Conte al timone. Il professore, tra l’altro Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, dal 2013 al 2014 è stato Commissario straordinario del Governo per la revisione della spesa pubblica. Tra qualche giorno, siamo certi, tornerà a parlare. Da Palazzo Chigi.

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