BPER: approvati i risultati preliminari consolidati di Gruppo relativi all’esercizio 2020

Utile netto dell’esercizio pari a € 245,7 milioni, sostenuto da una buona crescita dei ricavi e da un efficace controllo dei costi di gestione, nonostante le complessità derivanti dall’emergenza sanitaria e dalla gestione del processo di acquisizione del ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Proposta di un dividendo cash di € 4 centesimi per azione che conferma attenzione per gli azionisti ed allo stesso tempo pieno rispetto delle linee guida BCE.

Sul risultato influiscono, oltre ai contributi ai fondi sistemici per € 77,3 milioni[i], oneri straordinari netti per un ammontare complessivo pari a circa € 59,3 milioni[ii], costi per € 29,0 milioni relativi al progetto di acquisizione del ramo d’azienda e imposte positive per € 67,0 milioni.

Costo del credito di 101 bps, che include una cautelativa stima dell’impatto dei prevedibili effetti sul credito derivanti dal deterioramento dello scenario macroeconomico conseguente la crisi pandemica.

Ulteriore significativo miglioramento dell’asset quality con NPE ratio lordo e netto rispettivamente al 7,8% e al 4,0% (dall’8,8% e 4,7% di settembre e dall’11,1% e 5,8% di fine 2019):

  • riduzione dello stock di crediti deteriorati lordi e netti rispettivamente a € 4,3 miliardi e € 2,1 miliardi (-29,1% e -29,0% da fine 2019) anche grazie a cessioni per un gross book value di € 1,6 miliardi;
  • coverage ratios sui crediti deteriorati in miglioramento trimestrale su tutti gli stati amministrativi;
  • default rate pari all’1,0% in calo rispetto all’1,7% del 2019;
  • Texas ratio[iii] al 55,4% in calo di 23,7 p.p. dalla fine dello scorso anno.

Impieghi netti in bonis in aumento dello 0,9% da settembre e del 3,8% dalla fine del 2019, sostenuti anche dall’erogazione di finanziamenti garantiti dallo Stato per € 3,5 miliardi, riconducibili prevalentemente ai segmenti retail e small business.

La raccolta complessiva, pari a € 185,2 miliardi, risulta in ulteriore crescita del 4,5% da settembre scorso (+5,5% da fine 2019), grazie alla raccolta diretta che sale del 5,6% (+8,8% da fine 2019) e alla raccolta indiretta, tornata sopra ai livelli di inizio anno, in forte incremento del 4,1% trimestrale. Il comparto Bancassurance, ricompreso nel dato di raccolta complessiva, ha continuato a mostrare un ottimo andamento raggiungendo quota € 7,3 miliardi, in aumento del 7,0% da fine 2019. La raccolta gestita totale inclusiva del Bancassurance ha superato per la prima volta la soglia dei € 50 miliardi.

In crescita la patrimonializzazione del Gruppo, anche senza considerare il completamento dell’aumento di capitale finalizzato all’acquisto del ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo con CET1 ratio Fully Loaded pro-forma[iv] pari al 13,52%. CET1 ratio Fully Loaded pro-forma[v] pari al 15,90% e CET1 ratio Phased In pro-forma[vi] al 17,70% incorporando gli impatti dell’aumento di capitale.

Ulteriormente rafforzati i presidi volti a tutelare la salute di clienti e dipendenti e a garantire la continuità operativa dei processi aziendali. Oltre il 50% dei dipendenti è stato abilitato a forme di lavoro a distanza.

Importanti risultati sul fronte della sostenibilità: BPER Banca è stata inserita da parte di CDP (“Carbon Disclosure Project”) nella “A List” che riconosce l’impegno nel contrasto al cambiamento climatico e l’Agenzia Standard Ethics ha alzato il rating della Banca a EE dal precedente EE-. Inoltre, a conferma della forte valenza dell’impegno in ambito ambientale, BPER Banca ha inaugurato a fine 2020, presso il suo Centro Servizi, un Parco Fotovoltaico tra i più grandi realizzati nella regione Emilia Romagna, con immediati impatti positivi sulla riduzione delle emissioni.

[i] Nel dettaglio: contributo ordinario per il 2020 al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) di € 26,0 milioni, contributo addizionale per il 2018 di € 8,1 milioni, contributo ordinario al Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”) di € 43,2 milioni.

[ii] Tra le componenti non ricorrenti più rilevanti dell’esercizio si segnalano: 1) impairment su immobili, rimanenze e right of use per un ammontare totale pari a € 12,6 milioni (contabilizzato nei quattro trimestri); 2) profit sharing per recupero perdite fiscali pregresse da versare al Fondo di risoluzione per € 11,5 milioni (accantonati € 16,0 milioni nel secondo trimestre a fronte di una ripresa di € 4,5 milioni nel primo trimestre); 3) impairment su partecipazioni per un ammontare totale pari a € 8,2 milioni (contabilizzato nel secondo trimestre); 4) costi per € 15,3 milioni (contabilizzati nei quattro trimestri) relativi al peggioramento del contesto macroeconomico causato dall’emergenza sanitaria; 5) contributo all’SRF relativo ad esercizi precedenti per € 10,9 milioni conseguente il regolamento di impegni irrevocabili precedentemente garantiti mediante cash collateral (contabilizzato nel secondo semestre); 6) rivalutazione di una partecipazione per € 20,6 milioni (contabilizzato nel quarto trimestre); 7) perdite da cessioni di crediti per € 21,4 milioni (contabilizzate nei quattro trimestri).

[iii] Texas ratio definito come rapporto tra: NPE lordi / (patrimonio netto tangibile + ammontare dei fondi rettificativi dei crediti deteriorati).

[iv] Il CET1 ratio Fully Loaded pro-forma è stimato escludendo gli effetti delle disposizioni transitorie in vigore e tenendo conto dell’atteso assorbimento delle imposte differite attive relative alla prima applicazione del principio contabile IFRS9 e del risultato di esercizio per la quota parte non destinata a dividendi, ovvero simulando, in via preventiva, gli effetti dell’autorizzazione rilasciata dalla BCE per il computo di tali utili nei Fondi Propri ai sensi dell’art. 26, par. 2 della CRR.

[v] Vedi nota 4.

[vi] I ratios patrimoniali Phased in sono calcolati in coerenza con le disposizioni previste nel Regolamento (UE) n. 2395/2017, il quale modifica il Regolamento (UE) 575/2013 (CRR) per quanto riguarda le “Disposizioni transitorie volte ad attenuare l’impatto dell’introduzione dell’IFRS 9 sui Fondi Propri”. Il Regolamento ha introdotto il regime transitorio (c.d. Phased in) offrendo la possibilità alle banche di mitigare gli impatti dell’IFRS 9 sui Fondi Propri in un periodo di 5 anni (da marzo 2018 a dicembre 2022) sterilizzando nel CET1 l’impatto con l’applicazione di percentuali decrescenti nel tempo. Il Gruppo BPER Banca ha scelto di adottare il cosiddetto “approccio statico”, da applicare all’impatto risultante dal confronto tra le rettifiche di valore IAS 39 esistenti al 31 dicembre 2017 e quelle IFRS 9 risultanti al 1° gennaio 2018. I valori “pro-forma” di tali ratios includono nel calcolo il risultato d’esercizio per la quota parte non destinata a dividendi, ovvero simulando, in via preventiva, gli effetti dell’autorizzazione rilasciata dalla BCE per il computo di tali utili nei Fondi Propri ai sensi dell’art. 26, par. 2 della CRR. Si segnala inoltre che tali ratios, calcolati escludendo il contributo dell’aumento di capitale finalizzato all’acquisto del ramo d’azienda del Gruppo Intesa Sanpaolo, risultano pari a: 15,14% il CET1 Ratio Phased in pro-forma, 15,60% il Tier1 Ratio Phased in pro-forma, 18,66% il TC Ratio Phased in pro-forma.