Spreco alimentare: Cia, Italia migliora in pandemia. Ora svolta con Green Deal

La pandemia ha ridotto lo spreco alimentare in Italia di quasi il 12% nel 2020. Merito della maggiore consapevolezza del valore del cibo, così come delle buone pratiche indotte dal lockdown alla vita domestica. Ora bisogna capitalizzare i risultati raggiunti e puntare verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, grazie anche agli input del Green Deal Ue. Così Cia-Agricoltori Italiani, in occasione dell’8ª Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare.

Il report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability infatti, evidenzia come, pur calando in maniera consistente, il cibo buttato ogni anno è ancora troppo: nel nostro Paese si tratta di 5,2 milioni di tonnellate di alimenti finiti nella spazzatura, per un valore di circa 10 miliardi.

Per questo, secondo Cia, sono quanto mai necessarie le indicazioni che arrivano dalla strategia “Farm to Fork”, pietra angolare del Green Deal europeo, che prevede un sistema alimentare sostenibile per garantire la sicurezza e l’accesso a tutti a cibi sani e sicuri e che, entro il 2030, verrà arricchita con “obiettivi legalmente vincolanti per ridurre lo spreco alimentare in Ue”. 

In questo senso, tanto fanno e possono fare ancora le imprese agricole, che da sempre lavorano per il riciclo e il riutilizzo degli scarti agricoli, in un’ottica di economia circolare. Un impegno che può crescere sempre di più con le risorse del Recovery Fund messe in campo dall’Europa per la transizione verde e digitale.

Per Cia, infine, è fondamentale riconquistare efficienza nell’utilizzo delle risorse e dare sempre più impulso alla legge nazionale anti-spreco 166/2016, sostenendo tutte le iniziative pubbliche e private per il recupero e la donazione dei prodotti alimentari invenduti, tanto più che oggi il 66% degli italiani è sempre più cosciente della connessione tra spreco alimentare, salute dell’uomo e dell’ambiente.