CALCIO: il Var verso la sponsorizzazione

Il Var e la Goal line technology potrebbero a breve essere quindi brandizzati. «Il nostro compito principale è di definire chiaramente l’inventario delle sponsorizzazioni, creare nuovi livelli e aggiungere valore al loro interno», ha confermato il direttore marketing della Serie A Michele Ciccarese. D’altra parte, già il campionato di serie A e serie B così come la coppa Italia, sono già da tempo brandizzati. Così come le divise degli arbitri. Pubblicità sul petto, sulla schiena e sulle maniche stanno lì a testimoniare che il mercato è vivo e vivace nonostante numeri che fanno paura. Il 2020, ormai è noto, è stato un anno nero per tutti. Per lo sport a tratti devastante. Non bastassero gli stop ai campionati, i mancati introiti da ticketing e le scarse entrate, sono crollate anche le sponsorizzazioni. Nel 2020 infatti gli inserzionisti hanno immesso nel mercato sportivo, culturale e sociale 889 milioni di euro con un calo del 36% rispetto al 2019, quando gli investimenti avevano superato quota 1,3 miliardi di euro. Un crollo verticale secondo l’indagine condotta da “Stage up” in collaborazione con “chainOn”, da cui lo sport non è riuscito a uscire indenne nonostante un ancora di salvezza. Ad attutire il colpo sono stati infatti i tanti accordi pluriennali già stipulati soprattutto in serie A. Nonostante questo, la pandemia ha bruciato il 28% degli investimenti in sponsorizzazioni sportive in Italia, che sono passate da 903 milioni del 2019 ai 650 dell’ultimo anno. Tutto nero? Per fortuna un po’ di luce si riesce a intravvedere, perché nel 2021 si prevede un miglioramento della situazione sanitaria globale, che porterà anche a un aumento stimato intorno al 10% degli investimenti degli sponsor. L’ottimismo nasce soprattutto dal traino derivato dai grandi eventi sportivi posticipati lo scorso anno, su tutti i Giochi Olimpici di Tokio e gli Europei di calcio che, salvo stravolgimenti, coinvolgeranno diversi Paesi tra cui l’Italia. Ma il calcio nello specifico dovrebbe avere un rimbalzo positivo assai minore, intorno al 2% con la previsione di tornare ai valori registrati nel 2019 soltanto nel 2024.