Prix Pictet arriva quest’anno anche in Italia

Il Prix Pictet, tra i principali concorsi fotografici a livello internazionale giunto all’ottava edizione, arriva anche in Italia, per la prima volta a Verona, con una grande mostra dedicata quest’anno al tema “Hope” (Speranza). I 12 fotografi finalisti, protagonisti del percorso fotografico, esplorano i modi positivi in cui l’umanità sta affrontando le crisi ambientale e sociale dei nostri tempi. Una fonte di ispirazione per tutti anche nell’attuale contesto di crisi pandemica e di incertezza che stiamo vivendo.

L’esposizione sarà allestita presso il Palazzo della Gran Guardia (che riapre le sue porte dopo mesi di chiusura per le restrizioni) da oggi 18 febbraio al 24 marzo (ingresso gratuito, con orario: lun-ven dalle ore 11.00 alle 18.00) e metterà in mostra le migliori opere selezionate tra primari artisti internazionali. Il tour mondiale proseguirà poi nelle città di Milano, Tel Aviv, Shanghai, Beijing e Dublino, tra le altre.

Il Prix Pictet è stato istituito nel 2008 dal Gruppo Pictet, tra i principali gestori patrimoniali indipendenti in Europa. Ogni edizione è stata dedicata negli anni ad un tema specifico che mira a promuovere il dibattito su problematiche legate alla sostenibilità. Questa ottava edizione “Hope” è stata preceduta da: “Water” (prima edizione) e poi “Earth”, Growth”, “Power”, “Consumption”, “Disorder” e “Space”. Temi che raccontano il credo a 360 gradi del Gruppo Pictet nei confronti della sostenibilità come principio guida nella gestione degli investimenti e non solo. Proprio in questo contesto si inserisce l’organizzazione, da oltre dieci anni, del Prix Pictet, ad oggi il più importante concorso fotografico a livello globale, per aumentare la consapevolezza sugli inarrestabili cambiamenti in atto e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’urgente necessità di agire a favore di un modo più sostenibile.

Il presidente onorario, tra i fondatori del Prix Pictet, è stato fin dal 2008 Kofi Annan, il quale espresse la profonda speranza di poter ancora porre rimedio ai danni catastrofici cui il mondo sta assistendo. Da qui nasce oggi “Hope”. Il lavoro dei 12 fotografi finalisti sottolinea la grande speranza del Prix Pictet, la scommessa che tutti noi facciamo sul futuro: che l’arte possa incoraggiare all’azione e trionfare là dove le parole, da sole, hanno fallito.

Alessandra LositoResponsabile Italia di Pictet Wealth Management commenta: “Quello della sostenibilità è un tema da sempre caro in Pictet. Negli ultimi venti anni, siamo stati pionieri nello sviluppo di diverse strategie legate a tematiche ambientali. Vogliamo diffondere la consapevolezza riguardo all’impatto positivo che ogni singolo individuo può avere sull’ambiente attraverso le proprie scelte di investimento ma non solo. Crediamo che con l’impegno di tutti ci sia ancora margine per invertire la rotta. La crisi che stiamo affrontando si è ultimamente esacerbata, eppure c’è ancora speranza ed è proprio questo che viene raccontato dal lavoro dei 12 fotografi finalisti”.

La decisione di portare questo importante premio internazionale a Verona nel 2021 è stata presa come omaggio e segno di riconoscimento verso la città e tutto il territorio del Nord-Est che in questi anni ci hanno dato fiducia, hanno creduto in noi e ci hanno permesso di crescere. Nonostante l’emergenza che stiamo vivendo abbia allungato i tempi, il nostro desiderio è comunque quello di dare il massimo risalto a questa iniziativa che, in questo periodo particolarmente buio, vuole diffondere un segnale positivo, quello della speranza. Un principio da portare avanti, insieme ai valori della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente, che sono al centro di tutte le attività del Gruppo Pictet” – continua Andrea BertiniManaging Director e Responsabile della sede Pictet Wealth Management di Verona.

Conclude Federico SboarinaSindaco di Verona “La programmazione di nuove esposizioni cittadine non si è mai fermata. Nonostante le chiusure e le limitazioni collegate alla pandemia, l’impegno dell’Amministrazione è sempre stato quello di accrescere la proposta culturale, in modo da essere pronti ad offrire, al momento della ripartenza, eventi espositivi nuovi ed interessanti. La speciale esposizione internazionale di fotografia allestita alla Gran Guardia, a Verona per la prima volta, è un esempio tangibile del lavoro che è stato fatto. Grazie alla collaborazione accordataci dal Gruppo Pictet, ideatore del premio fotografico, la nostra città è in grado di mostrare, primi in Italia, l’affascinante opera di ricerca artistica di 12 finalisti internazionali”.

La vincitrice dell’ottavo Prix Pictet è Joana Choumali. La fotografa ivoriana è stata premiata il 13 novembre 2019 al museo Victoria & Albert di Londra (durante l’inaugurazione ufficiale della mostra) per la serie Ça va aller (Andrà bene), che si compone di fotografie scattate a tre settimane dall’attacco terroristico sferrato la domenica del 13 marzo 2016 a Grand-Bassam, in Costa d’Avorio. Choumali è stata selezionata da una giuria indipendente presieduta da Sir David King, ex Special Representative for Climate Change del governo britannico, che ne ha descritto il lavoro come “una meditazione brillantemente originale sulla capacità dello spirito umano di trarre speranza e resilienza persino dagli eventi più traumatici”. Un messaggio forte, d’impatto e quanto mai calzante rispetto all’attuale contesto storico in cui ci troviamo. In ogni edizione del concorso, alle opere che meglio esprimono il tema, viene riconosciuto un premio del valore di 100mila franchi svizzeri.

I finalisti del Prix Pictet quest’anno sono: Shahidul Alam, nato nel 1955 a Bangladesh, residente a Dacca, Joana Choumali, nata nel 1974 in Costa d’Avorio, residente ad Abidjan; Margaret Courtney-Clarke, nata nel 1949, Namibia, residente a Swakopmund, Rena Effendi, nata nel 1977 a Baku, residente a Istanbul, Lucas Foglia, nato nel 1983 negli Stati Uniti, residente a San Francisco, Janelle Lynch, nata nel 1969 negli Stati Uniti, residente a New York, Ross McDonnell, nato nel 1979 in Irlanda, residente a New York, Gideon Mendel, nato nel 1959 in Sudafrica, residente a Londra, Ivor Prickett, nato nel 1983 in Irlanda, residente tra l’Europa e il Medio Oriente, Robin Rhode, nato nel 1976 in Sudafrica, residente a Berlino, Awoiska van der Molen, nata nel 1972 nei Paesi Bassi, residente ad Amsterdam, Alexia Webster, nata nel 1979 in Sudafrica, residente a New York.

vincitori delle sette edizioni precedenti sono Benoît Aquin (Water), Nadav Kander (Earth), Mitch Epstein (Growth), Luc Delahaye (Power), Michael Schmidt (Consumption), Valérie Belin (Disorder) e Richard Mosse (Space).

La prestigiosa giuria internazionale dell’ottava edizione del Prix Pictet è composta da: Sir David King, ex Special Representative for Climate Change del governo britannico (Presidente di giuria); Martin Barnes, Senior Curator of Photographs, Victoria and Albert Museum, Londra; Richard Mosse, vincitore del Prix Pictet Space; Philippe Bertherat, Member of the International Council of Sotheby’s; Jan Dalley, Arts Editor, Financial Times; Herminia Ibarra, Charles Handy Professor of Organisational Behaviour, London Business School; Jeff Rosenheim, Curator in Charge, sezione fotografia, The Metropolitan Museum of Art, New York; Kazuyo Sejima, Co-fondatrice di SANAA, studio vincitore del Pritzker Architecture Prize.