Biden: il piano da 1900 miliardi per salvare l’economia e l’incognita inflazione

Joe Biden

Millenovecento miliardi di dollari per salvare l’economia americana. Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha presentato alla stampa l’American Rescue Plan, l’ambizioso piano di stimoli per fronteggiare la crisi scatenata dal Covid-19. Il programma prevede l’intervento in diversi ambiti, dalla campagna vaccinale fino agli assegni diretti ai cittadini, ma negli ultimi giorni si sta scontrando con una preoccupazione: la crescita dell’inflazione.

Il timore di alcuni economisti è che l’immissione sul mercato di una così grande somma di denaro possa “surriscaldare” l’economia e portare a un aumento generalizzato dei prezzi. Il piano Biden prevede infatti misure d’assistenza come gli assegni diretti ai cittadini (circa 1.400 dollari in più nelle tasche dei contribuenti, che si andrebbero a sommare ai 600 dollari già approvati lo scorso dicembre) e i ristori alle piccole imprese (si parla di un fondo da 25 miliardi alla ristorazione). Una campagna di sostegno alla domanda di questo genere potrebbe quindi far circolare più denaro di quello che i mercati possono assorbire e quindi generare un aumento dell’inflazione. La Federal Reserve solitamente tollera un tasso pari al 2%, livello che potrebbe essere superato entro la fine dell’anno, ma che al momento si assesta negli Stati Uniti sull’1,4%, esattamente come un anno fa. D’altro canto il team del Presidente sostiene che la crisi provocata dalla pandemia sia un pericolo più grande rispetto al ritorno dell’inflazione. Su questa stessa linea si posiziona Janet Yellen, segretaria al Tesoro degli Stati Uniti ed ex presidente della Fed: «Stiamo affrontando un’enorme sfida economica e moltissima sofferenza nel paese. Dobbiamo risolvere questi problemi. Questo è il rischio più grande».

Ma in cosa consiste il piano Biden? L’American Rescue Plan si concentrerà principalmente su quattro campi d’intervento e i 1900 miliardi saranno così suddivisi: 1000 miliardi in aiuti agli americani, 440 miliardi alle imprese, 300 miliardi agli stati e ai governi locali e 160 miliardi per la campagna di vaccinazione e tracciamento del Covid-19. Il neoeletto Presidente intende prestare attenzione anche alle infrastrutture: «Siamo al trentottesimo posto al mondo in termini di infrastrutture, dobbiamo fare di tutto, dalle autostrade agli aeroporti, per rendere il nostro Paese competitivo nel ventunesimo secolo».

Sul piano sanitario si assisterà a un completo cambio di rotta rispetto alla precedente amministrazione. Oltre alla campagna vaccinale, che procede a pieno ritmo (17 milioni di immunizzati al 22 febbraio 2021 e previsioni che vedono vaccinato il 75% della popolazione in otto mesi) i 160 miliardi verranno utilizzati per migliorare il sistema di tracciamento nazionale. Il tutto per scongiurare in tempo il pericolo delle varianti.

L’obiettivo rimane comunque quello di «sollevare dalla povertà 12 milioni di americani» ha ribadito l’inquilino della Casa Bianca. In questo campo le proposte sono due: aumento del salario minimo a 15 dollari l’ora e stimulus checks, cioè i famosi assegni destinati alle famiglie da circa 2000 dollari. Saranno inoltre rafforzati i sussidi di disoccupazione: la volontà e quella di aumentarli da 300 a 600 dollari alla settimana e di estenderli fino a settembre, in quanto sono in scadenza a marzo.