Open finance: il futuro del banking a portata di mano

L’emergenza sanitaria ha facilitato una crescita rapida delle modalità di pagamento “senza contatto”. Le transazioni contactless con carta sono infatti passate dal 35 per cento del periodo pre-lockdown a oltre il 55 per cento delle transazioni effettuate con dispositivi abilitati, dice Alessandra Perrazzelli, Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia. 
Di fronte a questi cambiamenti straordinari le Autorità devono essere capaci di ampliare il proprio angolo di osservazione aprendo dei canali con cui dialogare nel continuo con il mercato. La Banca d’Italia non si sottrae a questa sfida. Sono infatti state intraprese diverse iniziative per dare maggiore intensità allo sviluppo digitale della nostra industria finanziaria anche rafforzando i canali di dialogo con il mercato. Le nostre iniziative di supporto e promozione dello sviluppo dell’innovazione sono state potenziate con il lancio, lo scorso dicembre, di “Milano Hub”, il Centro di innovazione della Banca d’Italia che intende rappresentare un luogo, fisico e virtuale, di incontro e collaborazione con diversi portatori di interesse (operatori di mercato, Accademia, Pubblica Amministrazione, altre Istituzioni) per la promozione di iniziative innovative e con importanti ricadute di sistema. La sensibilità delle banche rispetto all’importanza dell’innovazione è certamente in crescita ma il panorama rimane fortemente eterogeneo. Nel 2019 gli investimenti in Italia erano ancora relativamente contenuti e concentrati in un numero molto ristretto di intermediari. Il 2020 ha reso fin troppo evidente che serve fare di più: da un lato, l’impatto che la pandemia ha avuto sulla redditività delle banche sottolinea l’esigenza di accrescere l’efficienza operativa; dall’altro, si va consolidando il mutamento delle abitudini dei clienti, sempre più propensi all’uso di servizi digitali evoluti e attenti a velocità e semplicità dell’esperienza d’uso. Gli ultimi dati disponibili, relativi all’esercizio 2019, ci confermano che è limitata, soprattutto nelle banche di minori dimensioni, nell’organo di indirizzo la presenza di competenze specifiche su tematiche di natura tecnologica, con potenziali impatti negativi sull’efficacia dell’azione del board nella definizione delle linee di indirizzo strategico, nella valutazione generale del rischio operativo e strategico nonché nella individuazione di un adeguato assetto quali-quantitativo delle funzioni di controllo di secondo e terzo livello. La Banca d’Italia sta rafforzando le attività di oversight sulle piattaforme di open banking, al fine di tenere adeguatamente conto dell’evoluzione, delle opportunità e dei rischi legati alla loro diffusione (anche di natura non esclusivamente finanziaria). L’accelerazione del mercato può non coincidere con i tempi degli iter normativi e che intanto è quindi necessario continuare a presidiare le nuove soluzioni finanziarie con gli strumenti normativi già a disposizione a livello europeo e nazionale, attraverso un approccio alle norme che sia in grado di interpretarle.