Euro 2020, l’Italia pensa a un’app per restare in gioco

Tifosi allo stadio, è scontro tra Uefa e Figc in vista degli Europei estivi. L’arma che la Federazione italiana è pronta a sfoderare per non perdere la kermesse continentale è un’app, “Mitiga”, che permetterà ai tifosi di entrare allo stadio certificando la negatività del tampone o l’avvenuta vaccinazione. Un’idea concreta che si inserisce in una disputa accesissima: da una parte il governo europeo del pallone che spinge perché gli Europei estivi vedano il ritorno dei tifosi sugli spalti e vuole assolutamente aprire i cancelli dello Stadio Olimpico Ataturk di Istanbul ad almeno 9.000 spettatori in occasione della finale di Champions League del 29 maggio; dall’altra parte l’Italia, alle prese con una curva dei contagi preoccupante e una campagna vaccinale che stenta a decollare.

Niente pubblico negli stadi di serie A ma s’insinua l’idea di provarci per l’Europeo che, salvo stravolgimenti, vedrà anche il nostro Paese tra quelli ospitanti con la gara inaugurale fissata all’Olimpico di Roma per l’11 giugno. Una corsa contro il tempo, perché entro il 7 aprile, ciascuna delle città dei dodici Paesi sedi del torneo dovrà ufficialmente comunicare all’Uefa la propria disponibilità ad aprire parzialmente lo stadio designato, pena la rinuncia al torneo. Oltre a Roma, Amsterdam, Baku, Bilbao, Bucarest, Budapest, Copenaghen, Dublino, Glasgow, Londra, Monaco di Baviera e San Pietroburgo sono in attesa. Come vincere questa sfida? La Figc si prepara a lanciare l’app che dovrebbe fare da lasciapassare per l’Europeo.

“Mitiga”, è stata creata da un gruppo di giovani esperti di startup e già testata con successo. Ogni possessore di biglietto per le gare di Roma, potrà scaricarla sul proprio cellulare e un codice a barre, che garantirà l’anonimato, potrà certificare che si è stati sottoposti a un tampone con esito negativo oppure che si è già stati vaccinati. L’obiettivo è quello di avere all’Olimpico tra i 20 mila e i 25 mila spettatori e il presidente federale Gabriele Gravina conta di avere al più presto il via libera dal governo. «Tifo per la Federcalcio e tifo per l’Italia, il presidente Gravina mi sembra che stia facendo tutto il possibile, anche con questa invenzione dell’app. Come Comitato Olimpico, spingiamo perché altrimenti penalizzerebbe tutto il sistema, a cominciare dal mondo del calcio e della Federazione», ha detto il numero uno del Coni Giovanni Malagò.

In caso di insuccesso si tratterebbe per l’Italia di una pessima figura ma anche di una perdita economica non da poco, anche se non è ancora noto l’impatto perché tutto è ancora in divenire. Solo il rinvio della manifestazione dal 2020 al 2021 è costato all’Uefa circa 300 milioni di euro e quel che è certo è che altri problemi organizzativi sarebbero un duro colpo.