• venerdì, 27 Maggio 2022

Investitori individuali in fuga da sterlina e azionario UK

Investitori individuali

Spectrum Markets, il mercato paneuropeo dei certificati, ha pubblicato i dati del SERIX, il sentiment degli investitori individuali europei, riferiti al mese di dicembre che rivelano come, di tutti gli indici azionari su cui è possibile investire attraverso gli strumenti quotati nella borsa, il FTSE 100 del Regno Unito è stato al centro della maggior parte delle attività di long-selling e short-buying.

Da settembre 2021, quando il valore del SERIX sul FTSE 100 si è attestato a 100, rappresentando un sostanziale equilibrio tra posizioni lunghe e corte, la curva è scivolata bruscamente in territorio ribassista nei mesi successivi, raggiungendo un valore di 87 in dicembre, il livello mensile più basso per l’indice da quando il SERIX è stato introdotto come benchmark. Al contrario, il sentiment positivo degli investitori può essere osservato nell’indice italiano FTSE MIB (MIB 40) a 101, nell’IBEX 35 spagnolo (104) o nel NASDAQ 100 americano (103).

Allo stesso tempo, anche la sterlina britannica ha perso la fiducia degli investitori. Qui, il valore SERIX per la coppia di valute GBP/USD è sceso dal 112 di novembre a 97 in dicembre, indicando un sentiment ribassista degli investitori. Una tendenza simile può essere vista per il sentiment sulle coppie di valute GBP/JPY e GBP/EUR. Guardando i dati SERIX per i tre principali mercati sottostanti, il NASDAQ 100 e il DAX 40 sono rimasti relativamente invariati rispettivamente a 103 e 99, mentre l’S&P 500 è salito leggermente, da 97 a 98, pur rimanendo complessivamente nella zona ribassista.

Molte cose sono accadute nel Regno Unito: la Brexit, entrata in vigore nel 2021, ha aumentato i costi commerciali, portando a un calo del volume degli scambi e alla delocalizzazione delle sedi aziendali. La perdita della libertà di movimento con l’Unione Europea ha allontanato i lavoratori, aumentando ulteriormente i costi di produzione e distribuzione. C’è una carenza nazionale di camionisti, ma anche di lavoratori dell’assistenza e dell’industria di trasformazione alimentare, con conseguenti strozzature nell’offerta. Il Regno Unito è stato poi colpito duramente dalla crisi globale delle catene di approvvigionamento e dai relativi aumenti dei prezzi, con omicron che ha infine smorzato le speranze di ripresa.

«Nel complesso, sembra che gli investitori individuali non abbiano visto molti segnali incoraggianti nel mercato britannico alla fine dell’anno e, anzi, lo vedono addirittura sopravvalutato, come dimostrano le numerose posizioni ribassiste sull’indice FTSE 100. Gli investitori non sembrano inoltre considerare la leggera ripresa del FTSE come sostenibile a lungo termine o sufficiente motivo di ottimismo. Alternative come l’IBEX spagnolo o il FTSE MIB italiano sembrano attualmente più convincenti per gli investitori dell’indice», spiega Michael Hall, Head of Distribution di Spectrum Markets.

Durante il mese di dicembre, su Spectrum Markets sono stati scambiati 72,5 milioni di certificati, con il 37,2% degli scambi effettuati al di fuori dell’orario tradizionale (cioè tra le 17:30 e le 9:00). L’83,2% dei certificati scambiati sono stati sugli indici, il 9,8% su coppie di valute, il 5,4% su materie prime e l’1,6% su azioni, con i primi tre mercati sottostanti scambiati: DAX 40 (24,1%), NASDAQ 100 (17,8%) e S&P 500 (14,6%).

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