• sabato, 2 Luglio 2022

Space Economy: il venture capital alla conquista dello Spazio

Si avvicina il debutto di Jeff Bezos nel business della banda larga satellitare. Due prototipi del Project Kuiper, la grande costellazione di Amazon che promette di contare 3236 satelliti, saranno lanciati entro la fine dell’anno.
L’industria spaziale era molto lontana dal “venture capitalism”.

Oggi, grazie a startup come quelle di Bezos, Musk e Branson nasce “l’astrofinanza”.

Kuiper è pronta decollare: secondo portavoci di Amazon, quella che vede 83 lanci nei prossimi 5 anni è la più grande pianificazione in termini finanziari di sempre.

Lo Spazio si conferma essere il centro della Terra. L’anniversario 2022 dell’International Day of Human Space Flight di oggi, 12 aprile, sottolinea come, a 61 anni dal primo volo orbitale di Yuri Gagarin intorno alla Terra, la gara per conquistare il cielo non possa non essere anche una questione geopolitica.

La proiezione verso lo Spazio rivela il confronto fra imperi e trasferisce in ambito spaziale l’area di potenziale conflitto fra chi può accedervi. Chi sono i protagonisti di questa competizione?

L’ingresso dei privati nel settore

L’industria spaziale delle origini era molto lontana dall’ottica degli operatori del capitale di rischio.
Infatti, secondo il fondo Primo Space, considerando l’orizzonte temporale degli ultimi 20 anni, l’84% degli investimenti si registra tra il 2015 e il 2020, con un raddoppio annuale dei capitali investiti, che sono passati da 2 miliardi di dollari all’anno nel 2018, per poi diventare 4 miliardi nel 2019 e raddoppiare ulteriormente nel 2020.

È così che il paradigma spaziale originario, durante la Guerra fredda completamente pubblico, orientato al raggiungimento dei obiettivi strategico-militari e caratterizzato da un’evoluzione tecnologica lenta e gerarchica, è stato stravolto.

In particolare, il comparto del venture capital ha registrato una crescita significativa. La “Space 2.0” o New Space Economy è snodo di tendenze molto profonde.

Crocevia di attori non-tradizionali e di un nuovo mercato delle exit per le startup ad esso legate, lo Spazio va considerato sempre meno come una singola industria e sempre più come un ecosistema in cui diversi comparti si trovano a operare.

L’accesso allo Spazio di piccole e medie imprese

Questi sviluppi hanno significato l’accesso allo Spazio per molte piccole e medie imprese, nonché per istituti di istruzione e ricerca.

Nel prossimo futuro, lo sviluppo satellitare delle reti consentirà a persone e aziende di connettersi ovunque si trovino, un’alternativa efficace a quelle terrestri, spesso assenti o di scarsa qualità. 

La tecnologia satellitare trova applicazione nei settori dei trasporti e della logistica, nella gestione delle risorse naturali, nell’agricoltura di precisione, nel monitoraggio ambientale dei cambiamenti climatici.

La Space Economy integra industria manifatturiera ad alto contenuto tecnologico e servizi avanzati. Quello che caratterizza la filiera è proprio la commistione tra questi soggetti diversi che permette continui trasferimenti di conoscenza, sostenendo uno sviluppo sinergico ad alto tasso di innovatività.

I dati dell’Osservatorio Space Economy di PoliMi

Sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio Space Economy della School of Management del Politecnico di Milano, i budget che i governi di tutto il mondo spendono per l’economia dello spazio si aggirano tra gli 86,9 e i 100,7 miliardi di dollari.

Per entità di spesa, nell’anno fiscale 2021, appena dopo gli Stati Uniti, viene proprio l’Europa con 11,48 miliardi di dollari, seguita da Cina, Russia, Giappone e India. Grazie a programmi come Copernicus, Egnos e Galileo, l’Unione europea registra più di 30 satelliti in orbita e una previsione di spesa di 14,8 miliardi di euro.

L’Italia è uno dei nove paesi dotati di un’agenzia spaziale, con un budget di investimenti di oltre 1 miliardo di dollari all’anno.

Il nostro Paese si colloca anche al sesto posto al mondo per investimenti in relazione al pil (0,06% nel 2019), dopo Russia, Usa, Francia, India e Germania. Con 589,9 milioni di euro stanziati nel 2021, l’Italia è il terzo contribuente all’European Space Agency, dopo Francia e Germania.

A proposito di capitali di rischio, Primo Space Fund è il primo fondo di venture capital italiano, focalizzato in campo Space Tech, che ha chiuso il 2021 con un fondo di investimenti pari a 85 milioni di euro.

Il ruolo del Pnrr nella Space Economy italiana

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) prevede il finanziamento diretto allo spazio per 1,49 miliardi di euro. 

La Space Economy, in una visione a medio-lungo periodo, può dare un importante contributo al raggiungimento degli obiettivi strategici degli stessi Pnrr e Green Deal europeo.

La ricerca spaziale può di fatto contribuire alla transizione digitale e ecologica, alla mobilità sostenibile, all’inclusione e alla salute. L’integrazione delle tecnologie digitali in infrastrutture spaziali di nuova generazione costituisce il cuore della New Space Economy, la frontiera decisiva per lo sviluppo di servizi innovativi ad elevato valore aggiunto.

Il confronto tra Mosca e Kiev si sposta nello Spazio

Tra le altre cose, l’umanità sta andando nello Spazio per fare la guerra in modo più efficiente. Non si tratta di una guerra muscolare, ma di intelligence.

Ce lo dimostra la crisi in Ucraina in corso. Il conflitto tra Mosca e Kiev si combatte anche coi satelliti, che mappano dall’atmosfera gli spostamenti dei soldati e aiutano, o abbattono, la resistenza.

Elon Musk ha di fatto mandato in aiuto le sue antenne per permettere al governo ucraino di collegarsi a internet.

Proprio in nome di questo alto valore strategico, le sanzioni occidentali a Mosca hanno colpito anche il settore dell’areospazio. L’Agenzia spaziale europea (Esa) ha congelato a tempo indeterminato ExoMars la missione congiunta con l’agenzia russa Roscosmos, per la ricerca di vita biologica su Marte.

Una decisione onerosa per il Consiglio dell’Esa, per coloro che avrebbero voluto mantenerla attiva al fine di lanciare un segnale di distensione in nome della ricerca scientifica

La risposta del Cremlino non si è fatta attendere: Mosca ha smobilitato il proprio personale dalla base spaziale europea di Kourou, in Guyana Francese. Inoltre, ha bloccato i lanci della costellazione di satelliti britannica OneWeb dal cosmodromo di Baikonur.

I satelliti stanno sostituendo i carri armati nelle strategie di attacco e difesa.

Quella spaziale è dunque una nuova frontiera, non solo militare. Come ha affermato l’astronauta statunitense William Anders, della missione Apollo 8, «Siamo andati a esplorare la Luna; in realtà, abbiamo scoperto la Terra». 

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Arianna Francesca Brasca

LinkedIn: @AriannaFrancescaBrasca

Foto: Sdecoret su Adobe Stock

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