sabato, 2 Marzo 2024
legno

La crescita dei tassi di interesse e dell’inflazione schiacciano la domanda di legname. Una filiera che ha resistito al rally della crisi pandemica, oggi affronta le difficoltà dell’export in Russia e dell’approvvigionamento di materie prime.

Lo scorso 12 aprile i prezzi del materiale sono scesi di oltre il 6%, segnando un minimo storico per il primo trimestre 2022. La domanda nel mercato immobiliare cala a causa dell’inflazione ai massimi storici e del crollo dei tassi di interesse. 

Il reparto dell’edilizia soffre, mentre il tasso fisso di interesse a 30 anni sale al di sopra del livello del 5%. L’acquisto di una casa ora è meno conveniente, fattore che esercita una pressione al ribasso sul prezzo dei materiali da costruzione come il legno.

L’inflazione galoppante, nella zona dell’euro e non solo, costringe i consumatori a non arrischiarsi in progetti di ristrutturazione, come invece avevano fatto durante le prime ondate della pandemia, spinti dai bonus e dagli incentivi statali.

I Paesi esportatori sotto sanzioni

Il valore del legname ha subito una decrescita del 39% dal picco registrato a marzo 2021 di $1.357 per mille piedi di tavola, diminuendo del 52% dal massimale di maggio 2021 di oltre $1.700.

Le difficoltà per le aziende italiane del mobile sono cominciate prima che la Russia invadesse l’Ucraina e che le sanzioni bloccassero le importazioni del legno russo e bielorusso.

Già lo scorso luglio, Federlegnoarredo aveva chiesto all’Ue di aiutare l’industria del legno, vista l’intenzione di Mosca di impedire l’importazione di tronchi di alto valore. 

Se il nostro Paese si conferma uno dei maggiori produttori di mobili, per fabbricarli c’è bisogno di materie prime che provengono per l’80% dall’estero, di cui una percentuale consistente è interessata dalle sanzioni e, più direttamente, dal conflitto. 

Puntare sulla produzione nazionale per sganciarsi da Mosca

Come per il gas, ci siamo affidati troppo alla Russia per le forniture: dal Cremlino e dall’Ucraina proviene il 30% del legno che importiamo. Come accade per l’energia, l’indisponibilità del legno russo porta gli addetti ai lavori a interrogarsi su come prevenire nuove crisi. 

«Questo contesto, con i rapidi mutamenti del quadro geopolitico internazionale e gli ingenti aumenti energetici, è l’occasione per far tornare centrale la risorsa legno italiana nelle politiche di approvvigionamento di materie prime», ha dichiarato Enrico Allasia, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Risorse Boschive di Confagricoltura. «Occorre accelerare le dinamiche economiche orientate allo sviluppo del settore, rafforzando le filiere nazionali del legno», ha spiegato Allasia. 

Il presidente della FNP Risorse Boschive di Confagricoltura ha sottolineato che «l’attuale situazione d’incertezza richiede, anche da parte dell’Italia, strategie capaci di ridurre la forte dipendenza di legname dall’estero».

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Arianna Francesca Brasca

LinkedIn: @AriannaFrancescaBrasca

Foto: Sondem su Adobe Stock

Credits: Lumber Commodity Prices, Market Insider