• venerdì, 27 Maggio 2022

Il turismo riparte lento: ecco perché non è un male

sostenibile

La sostenibilità rivoluziona il mondo del turismo. Riparte così uno dei settori più colpiti dalla pandemia.

I comportamenti e le attitudini delle persone, dopo due anni di difficoltà per il Covid-19, si sono trasformati: le prospettive per il 2022 dicono che oltre il 60% dei viaggiatori italiani tornerà alle stesse abitudini pre-pandemiche, ma in alcuni casi, 1 su 4, il numero di viaggi addirittura aumenterà, secondo i dati del report EY Future Travel Behaviours. Il 74% del campione di 1000 persone intervistate afferma di aver scelto modalità e destinazioni di viaggio mosso da una crescente sensibilità verso le urgenze ambientali. Si registra dunque un’elevata attenzione per le iniziative di riduzione dell’impatto dei viaggi in aereo e oltre la metà degli utenti ritiene importante optare per carburanti green. Per il 67% degli intervistati, l’Italia è la meta preferita per le vacanze, mentre il 33% vuole viaggiare anche all’estero (13% solo all’estero e 20% entrambi). Motore e scopo dei viaggi sono la ricerca di relax (65%), il desiderio di scoprire luoghi e culture differenti (61%), la volontà di stare insieme a familiari e amici (46%). Una piccola ma significativa percentuale, il 6%, conferma la nuova tendenza introdotta dalle dalla pandemia e prevede di realizzare viaggi di “workation”, lavorando da remoto nelle mete di villeggiatura.

Pandemia prima e il conflitto russo-ucraino ora pongono l’accento sull’urgenza di modificare le nostre abitudini in termini di produzione, trasporto, distribuzione e consumo. Il trasporto di merci e persone, compreso quello per turismo, è uno dei nodi più caldi per la dipendenza dall’impiego di energia del carbone e del petrolio, con un pesante impatto sui cambiamenti climatici.

Un nuovo modo di pensare il turismo

In questo momento di transizione, l’approccio all’economia circolare è prezioso nel definire azioni mirate e risultati di lungo periodo. Con l’affermarsi delle forme di mobilità condivisa come il car sharing, car pooling, bike sharing, ecc. e di modalità di “micromobilità”, prende forma una strategia dello spostarsi green, destinata a traghettare definitivamente i consumatori oltre il criterio economico tradizionale della produttività fine a se stessa. Certo, continueremo a produrre ed estrarre risorse, ma potremo e dovremo farlo seguendo indicatori diversi dalla crescita, più orientati alla sicurezza e al benessere degli ecosistemi. Il turismo non può solamente essere configurato come un’attività economica e le destinazioni turistiche non offrono semplicemente una filiera di prodotti e servizi. Il turismo è, di più, un ecosistema integrato di connessioni in grado di condizionare il benessere della comunità che lo ospita. Fondamento della creazione del valore è l’esperienza, che diventa offerta economica a sua volta, coinvolgendo beni e servizi.

La definizione “user experience design” indica in questo senso un concentrato di saperi vecchi e nuovi, che ha come obiettivo quello di modellare un frame perfettamente circolare: le mete di successo saranno quelle che riusciranno a far incontrare positivamente la comunità locale con quella dei viaggiatori, sempre più connessa, digitale e tecnologica, in grado di restituire valore attraverso un feedback generato da un semplice gesto, come uno swipe, una story, un selfie o una recensione con le stelline. Tutto ciò consente di definire come “geografia collaborativa” l’Atlante della mobilità dolce, realizzato dalla collaborazione tra Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e Alleanza per la Mobilità Dolce (A.MO.DO.), che a breve sarà reso pubblico.

Un Atlante per viaggiare “lenti”

La compilazione dell’Atlante, che segue la spina dorsale delle reti del trasporto ferroviario italiano, si propone di divulgare un nuovo strumento a favore della mobilità attiva e a lavorare al fine di realizzare servizi per un’intermodalità “dolce, lenta” degli spostamenti, stimolando esperienze di viaggio multimodali e multiculturali. Sviluppato grazie ai big data, il progetto mette in relazione stazioni ferroviarie, ciclovie, cammini, sentieri e greenways con il patrimonio storico, artistico e naturalistico presente su tutto il territorio nazionale.

Alla sua prima edizione, definisce una mappa dettagliata tra servizi e destinazioni: 

  • oltre 3.000 stazioni ferroviarie attive
  • 28 linee ferroviarie turistiche attive o in progetto per circa 1.300 km
  • 900 borghi e comuni virtuosi
  • 12.000 km di sentieri CAI e FIE per un totale di circa 23.000 km 
  • 1.656 aree protette
  • 24 Parchi Nazionali 
  • 147 Riserve Naturali Nazionali
  • 134 Parchi Naturali Regionali e Riserve Naturali Regionali 
  • 112 Oasi Wwf 
  • 3 Parchi Naturali Sommersi 
  • 27 Aree marine protette 
  • 66 Parchi Minerari ReMi 
  • 55 siti Unesco per circa 5.700 km2
  • 18.000 km di greenway e ciclovie

Arianna Francesca Brasca

LinkedIn: @AriannaFrancescaBrasca

Foto Coen van de Broek su Unsplash

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