• venerdì, 1 Luglio 2022

Novità a Milano-Cortina 2026: chi vincerà la medaglia Green?

Medaglia d’oro alla sostenibilità per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. L’obiettivo green è chiaro già da adesso: dare una forte spinta allo sviluppo del turismo montano ecologico. 

I fondi in campo ci sono. «575 milioni per le opere infrastrutturali e della mobilità e per gli impianti sportivi», ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. «Ma dal punto di vista delle infrastrutture, la scelta di un’Olimpiade diffusa dice che di investimenti ne dovremo fare pochi. Sono certo che saranno i primi Giochi low cost e sostenibili».

Le gare si svolgeranno all’interno di 4 spot distribuiti tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige (Milano, Cortina, Valtellina, Val di Fiemme). L’Agenda Olimpica ha fissato le linee guida, che hanno come parole chiave sostenibilità, flessibilità, reversibilità e riuso, contenimento del consumo di suolo ed efficienza gestionale ed economica, insieme alla creazione di un valore a lungo termine.

Dopo gli ori olimpici si punta alla medaglia Green

I Giochi avranno un impatto sul Pil nazionale di tre miliardi di dollari, con un investimento complessivo previsto di circa a 1 miliardo, secondo la stima che emerge dalla ricerca realizzata per il Comitato Leonardo dalla Luiss Guido Carli su Sport e Imprese. L’organizzazione sarà anche un volano per l’occupazione, con 13 mila nuove opportunità di lavoro.

Al centro della sfida la medaglia Green. Più ambita, o a pari merito, con quella oro. L’allenamento promette bene e la gara dovrebbe essere tutta in discesa. Il 93% delle strutture utilizzate infatti sarà già esistente, temporaneo o riutilizzabile, e l’energia verrà al 100% da fonti rinnovabili, così da evitare il ricorso a gruppi elettrogeni e ai cavi dell’alta tensione, salvaguardando anche l’impatto visivo sul panorama. Terna, il gestore della Rete elettrica nazionale, ha annunciato un investimento da 200 milioni di euro per ridurre al minimo l’eventualità di cali di tensione e blackout.

Ecco che cosa cambierà

A guidare la filosofia delle Olimpiadi è la regola del riciclo: se qualcosa si dovrà costruire, lo si farà con l’obiettivo che a manifestazione terminata lo si possa trasformare in qualcosa di utile per le comunità. Un esempio è il villaggio olimpico che sorgerà nell’ex scalo di Porta Romana a Milano: diventerà uno studentato, una risorsa logistica per la città. Anche il palazzetto dell’hockey di Santa Giulia verrà riqualificato in polo culturale per concerti ed eventi.

Da qui all’evento, le trasformazioni urbane ed edilizie a Milano daranno la possibilità di sviluppare una superficie complessiva di circa 1,1 milioni di metri quadrati e generare ricadute economiche immobiliari superiori ai 5,5 miliardi di euro.

Anche realtà urbane minori delle aree montane beneficeranno della combinazione tra investimenti infrastrutturali e immobiliari e incremento della visibilità a livello nazionale e internazionale. Un esempio è rappresentato dalla città di Cortina d’Ampezzo, una delle sedi che ospiterà alcune tra le competizioni più importanti, per cui si stima un incremento dei prezzi superiore al 10% entro il 2026.

E poi, per permettere a tutti i territori interessati dall’evento di essere competitivi, verrà portata energia anche in zone senza infrastrutture adeguate ad accoglierla o produrla. Per questo sarà necessario un piano di potenziamento, per permettere a tutti di accedere a servizi avanzati come quelli digitali. Inoltre verrà diminuito il ricorso a elettrodotti esterni, sostituiti con percorsi interrati. Così si riuscirà a portare energia in sicurezza facendo meno affidamento sui generatori di emergenza.

Si conta sul PNRR per accelerare

Delle 48 opere richieste dalla Fondazione Milano-Cortina nella sola regione Lombardia, 22 coinvolgono Sondrio e provincia, con interventi stradali e parcheggi, impianti di risalita e la linea ferroviaria Milano-Tirano, per un totale di quasi 200 milioni di euro di investimenti

A Bormio, la costruzione della Bretella dell’Alute, dal costo di 7 milioni di euro, rischia di vedere asfaltati 2 ettari di terreno nella piana agricola corrispondente, con un potenziale danno irreversibile sulla la Rete Ecologica Regionale. Si continua con un intervento in Valdidentro per sottopassi, parcheggi interrati e l’ampliamento della Sky Area per un totale di 21 milioni. 6,3 milioni di euro saranno collocati invece per il potenziamento degli impianti di innevamento delle infrastrutture, così da rendere adeguata la qualità dell’innevamento delle piste agli standard olimpici.

Il dubbio è la reale sostenibilità di questi investimenti. Eurac, istituto di ricerca altoatesino con sede a Bolzano, ha stimato che l’aumento della temperatura dovuto ai cambiamenti climatici farà sparire il 12% delle piste dell’arco alpino. Che ne sarà di questi investimenti una volta che il cambiamento climatico si sarà mangiato tutto il terreno praticabile? È la grossa incognita che assilla gli investitori. Ma non solo. La questione è posta anche da associazioni come Mountain Wirlderness, Italia Nostra, CAI, WWF, Pronatura, Legambiente i cui esponenti locali, supportati dai rispettivi direttivi, sono coesi nel vigilare affinché gli interventi vengano fatti nel rispetto dell’ambiente e nell’esigere quindi una VAS, la Valutazione di Impatto Strategico, complessiva delle opere.

Le perplessità riguardano anche lo stato dell’arte delle installazioni. Mancano meno di quattro anni alle prossime Olimpiadi invernali e già si segnalano rallentamenti dal punto di vista delle infrastrutture, come evidenzia il sottosegretario ai Grandi Eventi della Regione Lombardia ed ex canoista olimpico Antonio Rossi:«Siamo un po’ indietro ma paghiamo il periodo del lockdown. Ad agosto 2021 è stata creata la Società Infrastrutture Milano-Cortina 2026, operativa però solo da novembre. Speriamo ora che, grazie ai fondi del PNRR, si possano realizzare le prime opere».©

Arianna Francesca Brasca

LinkedIn: @AriannaFrancescaBrasca

Credits: ©Giacomomo & ©inanimalis via Canva.com

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