• venerdì, 1 Luglio 2022

Commercio globale a rischio, via al WTO: ecco che cosa cambierà

Conto alla rovescia per l’appuntamento a Ginevra – dal 12 al 15 giugno – della 12esima Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO).

Al centro dell’evento c’è il conflitto in Ucraina, che ha causato un grave shock al multilateralismo e agli scambi commerciali. Il secondo in meno di tre anni, dopo il primo cigno nero rappresentato dalla pandemia. Con l’impennata dei prezzi delle commodities e le difficoltà a livello logistico e di trasporto, soprattutto nella regione del Mar Nero, tornano in auge i dubbi sul futuro della globalizzazione.

Eppure i dati sul commercio internazionale, pubblicati dall’UNCTAD, evidenziano che nel 2021 gli scambi globali hanno raggiunto il livello record di 28,5mila miliardi di dollari, con un incremento del 25% rispetto al 2020 e del 13% rispetto al periodo pre-pandemico. Oltretutto, la contrazione registrata nel 2020 è nettamente inferiore rispetto a quella del 2009, della crisi finanziaria. Questo significa che, nonostante i ripetuti colli di bottiglia, il sistema ha dimostrato di saper resistere alla prova del Covid-19. 

Source: UNCTAD calculations based on national statistics. 

L’instabilità della guerra però minaccia un grave calo dei flussi commerciali mondiali. Il bottleneck della crisi tra Kiev e Mosca, in maniera simile a quello pandemico, si origina sul lato dell’offerta. Nell’Eurozona, l’inflazione, che a maggio ha raggiunto il picco dell’8,1%, si spiega con l’aumento dei prezzi delle componenti più volatili, tra cui energia e beni alimentari. È probabile che a breve segua un freno anche sul lato della domanda, con un rallentamento significativo della ripresa. 

D’altronde una forte contrazione si è già verificata tra Russia e Paesi europei, con flussi commerciali calati di oltre il 50% rispetto al 2021, e con il commercio internazionale che accenna a una timida crescita del 3%, rispetto alle ben più rosee previsioni del 4,7%.

Gli obiettivi del WTO a Ginevra

Proprio in questo contesto, si fa sempre più urgente un rafforzamento della governance multilaterale. La MC12 di Ginevra sarà l’occasione per i ministri del Commercio dei 164 Stati membri del WTO di discutere del dilemma tra multilateralismo e regionalismo. 

Quest’ultimo ha rappresentato la scelta obbligata degli ultimi anni, nell’impossibilità di fare concreti passi avanti sulla liberalizzazione degli scambi secondo il principio dell’unanimità. Si sono create in alternativa vie di scambio preferenziali, secondo il principio di contiguità geografica, favorendo frammentazione e rivalità di tipo economico. Un esempio è la rete sempre più intricata di Free Trade Agreements (FTAs) che si sono sviluppati nella regione dell’Asia-Pacifico, con l’obiettivo di isolare la Cina e di contrastarne l’espansionismo.

È proprio in casa WTO che si devono ripristinare un approccio collaborativo e regole condivise. Un nodo dibattuto sarà quello dei sussidi per sostenere le aziende, alla ricerca di un equilibrio tra incentivi e concorrenza sui mercati. 

Altro tema caldo è la proprietà intellettuale dei vaccini anti-Covid. Più di 100 Paesi, guidati da India e Sudafrica, chiedono deroghe ai brevetti sui vaccini e sui trattamenti contro il Coronavirus, per consentire una più facile circolazione del materiale sanitario. Definire regole meno stringenti in materia di farmaci può infatti aiutare a contrastare future pandemie o crisi sanitarie, aumentando la fiducia nell’economia e negli investimenti.


Non mancano poi discussioni sulle nuove frontiere del commercio internazionale, che si intersecano con la transizione digitale ed ecologica. Disciplinare l’e-commerce a livello globale e introdurre standard condivisi sulla sostenibilità ambientale nelle pratiche commerciali sono in cima all’agenda della WTO.

La difficoltà nello svincolarsi da Mosca per le economie europee testimonia la radicata interdipendenza strategica ed economica tra i blocchi mondiali; fatto che dimostra come, persino alla dura prova di pandemia e guerra, la globalizzazione non sia destinata a perire. Almeno, non ancora. Riformare l’Organizzazione Mondiale del Commercio e scongiurare le spinte centrifughe delle economie sono però necessità indiscutibili.©

Arianna Francesca Brasca

LinkedIn: @AriannaFrancescaBrasca

Credits: ©cSergeyNivens via Canva.com

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