• lunedì, 15 Agosto 2022

Moda: lo sviluppo della filiera sostenibile passa (anche) per la Blockchain

La moda sempre più sulla via della sostenibilità grazie alla blockchain. Tracciabilità delle materie prime e dei prodotti finiti, insieme a trasparenza dei cicli produttivi e dell’intera filiera, sono gli obiettivi di questa nuova strada.

Le tecnologie blockchain diventano i supporti tecnologici in grado di assicurare la raccolta di informazioni e la verificabilità dei messaggi sulle politiche aziendali di sostenibilità, mirando a una tracciabilità “100% trusted”.

«Consumare il meno possibile è indubbiamente la prima politica di sostenibilità», dice Lorenzo Bertelli, Head of Corporate Social Responsability del Gruppo Prada. «Dobbiamo abituarci a dare il giusto valore alle cose: se il mondo del futuro sarà con meno prodotto ma con maggior valore intrinseco, allora sarà quella la direzione che le aziende del lusso dovranno prendere».

È finito il tempo delle fake news per il settore del fashion. La richiesta di prodotti rispettosi dell’ambiente e di informazioni certe e verificabili non è più un capriccio di pochi consumatori. Ormai, si tratta di un bisogno e di un valore condivisi a livello globale. 

Tracciare materiali, attività produttive e logistica comporta essere più efficienti nel rispondere alle richieste del mercato, evitando sprechi e ritardi assicurando inoltre la qualità e la sicurezza dei prodotti, dalle lavorazioni a monte, al consumatore a valle. Questo richiede la massima trasparenza.

«L’obiettivo è rendersi affidabili agli occhi del cliente finale. Il cliente non riesce sempre a fare scelte consapevoli, non avendo sempre tutte le informazioni. Un passaporto digitale crea consapevolezza. Da qui ci si può aspettare un effetto a cascata: non si parla solo di Armani o Prada. Una volta che queste informazioni inizieranno a essere divulgare su larga scala, chi non le darà si troverà svantaggiato: si tratta di un vero e proprio cambio culturale per il settore».

È necessario, dunque, conoscere tutto ciò che avviene prima, durante e dopo il ciclo produttivo: luoghi, tecnologie, organizzazioni, persone. La trasparenza, per essere veramente tale, necessita di tracciabilità. Qui entra in gioco Aura, la blockchain del lusso di Lvmh, Prada e Cartier del gruppo Richemont. Sulla piattaforma sono attivi marchi come Bulgari, Cartier, Hublot, Louis Vuitton, Hennessy e Prada. 

«Aura è una necessità tecnologica. Blockchain consente di tracciare un oggetto, un prodotto, un ente metafisico come gli NFT. Per fare questo richiede un’infrastruttura che sia facilmente accessibile ai brand. In questo modo, i consumatori e le aziende del futuro potranno controllare e tenere traccia dell’intera filiera del prodotto. Nelle case della moda il comparto tecnologico ha accelerato la sua strategicità durante la pandemia, quando il mercato si è trasferito dalle piazze reali a quelle virtuali. Questa iniziativa prosegue lungo quella strada e concretizza l’ambizione di sviluppare nuovi standard in termini di innovazione e trasparenza».

L’innovazione e la sostenibilità sono alla base di queste tecnologie, che rappresentano l’ultima frontiera per il tracciamento delle informazioni, la conservazione dei dati in ambienti distribuiti e l’applicazione di accordi fra partecipanti – i brand, in questo caso – alla pari.

E per combattere il greenwashing?

«La cosa più importante del greenwashing è che fa parlare di una tematica. Il vero rischio per la sostenibilità è infatti non parlare di nulla. Abituiamo così il consumatore a ricercare uno specifico standard nel servizio: il miglior modo per far cambiare l’atteggiamento del produttore, impedendogli di mettere in atto strategie di marketing fasulle, è scontrarsi con i bisogni dei clienti».

I servizi saranno quindi basati su tecnologie QR code e RFID?

«Scansionando il code inserito nelle etichette, il consumatore ha immediato accesso alla storia del brand e del capo che ha appena acquistato. Qui sta tutto il potenziale che ha a livello valoriale l’aspetto sostenibilità: quanto impatterà dal punto di vista marketing sul servizio offerto da un’azienda è la differenza tra la nuova e le vecchie generazioni di consumatori».     

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