• lunedì, 15 Agosto 2022

La quotazione in Borsa volàno di crescita per le Pmi italiane

Il panorama imprenditoriale italiano è composto per il 99% da PMI, che rappresentano l’80% dell’occupazione, creano il 67% del valore aggiunto e mostrano una notevole presenza sui mercati internazionali, dove pesano per il 54% dell’export totale. Numeri Ocse che delineano il tessuto economico del nostro Paese, basato su un modello aziendale in grado di far convivere un’impostazione familiare con innovazione e progetti di internazionalizzazione.

«La trasversalità delle imprese familiari è evidente in termini numerici e di contributo al PIL», afferma Anna Lambiase, CEO & Founder IR Top Consulting. «Il mercato EGM, (Euronext Growth Milan) calibrato sulle esigenze e sulle specifiche caratteristiche delle piccole e medie imprese italiane, rappresenta un volàno per incrementare la presenza dell’imprenditoria italiana sui mercati dei capitali e l’incremento del numero di IPO su tale segmento conferma il trend». 

Cosa offre Euronext Growth Milan alle PMI dinamiche e competitive?

«EGM è oggi il canale privilegiato per il finanziamento della crescita delle PMI, offre un percorso di quotazione per favorire la raccolta di capitali per progetti di sviluppo e di internazionalizzazione delle aziende, permettendo loro di rafforzare il posizionamento accelerandone la competitività. In particolare, la risposta delle piccole e medie aziende approdate sul listino nell’ultimo quinquennio testimonia il crescente interesse per il mercato azionario: secondo l’Osservatorio EGM, a cura di IR Top Consulting – dati al 31 maggio scorso – sono 175 le società quotate con una Market Cap complessiva pari a circa 11 miliardi di euro». 

Quali sono i settori che oggi ottengono maggior investimenti? 

«Dal 2017, anno di introduzione dei PIR tradizionali, si è registrato un incremento significativo delle performance da IPO, con una media del +24%. Tali risultati dimostrano il ruolo chiave che il mercato dei capitali rappresenta per il tessuto imprenditoriale italiano: l’ecosistema alternativo per la raccolta di capitale in equity, ha permesso alle PMI di finanziare la crescita, l’innovazione tecnologica, la competitività e l’internazionalizzazione. Inoltre, l’ingente flusso di capitali testimonia l’elevato interesse degli investitori soprattutto per il settore tech, che rappresenta il 21% per numero di Società e il 32% in termini di capitalizzazione, pari a 3,51 miliardi di euro. Nel 2021 le nuove quotazioni sono state 44, di cui 11 Società appartenenti al settore tech, con una raccolta complessiva che si attesta a circa 843,6 milioni di euro». 

Rispetto al numero totale di società quotate a Piazza Affari, quante sono oggi le PMI?

«Il mercato Euronext Growth Milan ha visto una crescita senza precedenti nel quinquennio 2017-2021 con 146 IPO, di cui circa l’80% rappresentato da PMI, sulla spinta di provvedimenti legislativi, come il credito d’imposta sui costi di quotazione e il lancio dei PIR. Dal 2009 a oggi sono oltre 230 le società che si sono quotate su EGM con una raccolta complessiva di oltre 5,5 miliardi di euro da investitori istituzionali italiani ed esteri, facendo segnare una crescita della capitalizzazione del +300% negli ultimi 5 anni in un contesto di forte fiducia che ha generato un’elevata domanda di investimento in economia reale, un miglioramento della liquidità e contestualmente una crescita delle performance. Nel 2020 il maggior numero di collocamenti è avvenuto su Euronext Growth Milan, confermando il trend rispetto al mercato principale». 

Quali sconvolgimenti, se ci sono stati, da parte di pandemia e guerra?

«La crisi pandemica e il conflitto russo-ucraino non hanno avuto impatti particolarmente incisivi sulle PMI italiane: nel 2020, l’81% delle Società ha registrato un EBITDA positivo e il 65% delle stesse ha riportato un risultato netto positivo. In particolare, EGM ha generato impatti positivi anche in termini occupazionali: nel 2020 le 144 Società quotate hanno offerto lavoro a 19.600 dipendenti, con una crescita, in media, pari al +23% rispetto al 2019». 

A che cosa è dovuta la ritrosia storica delle aziende italiane a quotarsi in Borsa? 

«Euronext Growth Milan accoglie oltre un terzo delle aziende quotate in Borsa, registrando negli ultimi anni il maggior numero di collocamenti. Secondo un’analisi di mercato sono principalmente 4 i motivi per cui le imprese italiane guardano con timore alla quotazione, rischiando dunque di essere sottocapitalizzate oppure di essere troppo dipendenti dalle banche. In particolare, emerge la scarsa attitudine alla trasparenza collegata alla non volontà dell’impresa a diffondere i propri report, mentre la difficoltà a dialogare con gli investitori esterni e con amministratori indipendenti è la seconda ragione. Segue il timore da parte dell’imprenditore di perdere la gestione del governo dell’impresa. In realtà, dalla nostra esperienza di analisi del mercato, l’Osservatorio EGM rivela un dato medio di flottante in quotazione pari al 25%, dunque il 75% del governo dell’impresa rimane di proprietà dell’imprenditore, consentendogli di continuare a gestire la propria strategia di crescita. Infine, i costi di quotazione sono il quarto motivo. Tuttavia, con l’introduzione dei PIR e di un credito d’imposta sul 50% dei costi di quotazione, si sono create le basi per agevolare l’accesso delle imprese alla finanza, promuovendo un ambiente più favorevole agli investimenti produttivi e incentivare la capitalizzazione delle Società».

Qual è il trend rispetto alle principali Borse europee?

«Sebbene negli ultimi anni si sia registrata una crescita del numero di Società quotate, le PMI presenti sul listino EGM rappresentano una percentuale ridotta sia rispetto alla media europea, sia se paragonato alla rilevanza nello stesso tessuto produttivo italiano. Rendere strutturale l’incentivo alle imprese nella forma di credito di imposta sui costi IPO potrà contribuire a colmare il gap che allontana Piazza Affari alla media dei mercati europei, in primis Germania dove il rapporto capitalizzazione su PIL si avvicina al 50% e Francia ove supera l’85%; tale rapporto per l’Italia negli ultimi anni sfiora infatti solo il 30%». 

Quali sono i requisiti per l’accesso al mercato dei capitali?

«L’ammissione alla quotazione richiede il rispetto di alcuni requisiti formali che variano in base ai mercati e ai segmenti cui le Società accedono: nello specifico, EGM consente una riduzione degli adempimenti necessari per l’ammissione alle negoziazioni, in equilibrio con le esigenze informative e di scelta degli investitori. I requisiti per l’accesso al mercato dei capitali sono i seguenti: (i) dotarsi di un advisor finanziario in grado di saper gestire tutte le fasi del processo di quotazione con riferimento allo studio di fattibilità IPO, alla costruzione del Business Plan, alla valutazione preliminare della società e strutturazione dell’intera operazione di IPO, costruzione dell’Equity Story e ricerca di investitori finanziari e/o industriali; (ii) una soglia minima di flottante pari al 10%, con l’obiettivo di garantire un’adeguata liquidità del titolo e di rendere possibile un approccio graduale di apertura al capitale; (iii) la certificazione di un bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali o italiani; (iv) la nomina e il mantenimento di almeno un amministratore indipendente; (v) l’incarico all’EGA (ex NomAd), che garantisce presenza e supporto continuo nella fase di ammissione e per tutto il periodo di permanenza sul listino; (vi) il documento di ammissione, che riporta le informazioni relative all’attività della Società, al management, agli azionisti e ai dati economico-finanziari; (vii) la nomina di un Investor Relations Manager, che abbia come incarico specifico la gestione dei rapporti con gli investitori; (viii) la creazione e la strutturazione di un sito internet, che consenta l’accesso indiscriminato e tempestivo alle informazioni economico-finanziarie e price sensitive dell’emittente. Inoltre, con l’obiettivo di essere maggiormente apprezzati dagli investitori istituzionali e rientrare nelle loro logiche di investimento e di asset allocation, è opportuno che le Società soddisfino una serie di requisiti sostanziali, tra cui: track record di successo, strategia chiara e comprensibile riportata nel Piano Industriale, potenziale di sviluppo e orientamento verso la creazione di valore, solido posizionamento competitivo e leadership di mercato, equilibrio della struttura finanziaria, trasparenza nella comunicazione finanziaria, orientamento all’internazionalizzazione e capacità di innovazione. È evidente come l’ammissibilità al mercato dei capitali è strettamente connessa al processo strategico di crescita futura, che non può prescindere dal track record di attività e dalla sostenibilità futura del modello di business».

Quali sono i requisiti di permanenza per le PMI?

«Solo nel 2021 EGM ha registrato 44 nuove quotazioni, in crescita del +126% rispetto alle 77 Società quotate al 31 dicembre 2016. Uno dei vantaggi di questo mercato è collegato alla flessibilità regolamentare per le PMI: Euronext Growth Milan, infatti, si basa su un regolamento flessibile, concepito per offrire un percorso semplificato alla quotazione e al tempo stesso adempimenti post-quotazione calibrati sulla struttura delle piccole e medie imprese. Al tempo stesso, uno dei requisiti di permanenza per le PMI è quello di alimentare un flusso informativo di carattere economico-finanziario e commerciale sull’andamento gestionale del proprio business model attraverso la produzione di Equity Research, redazione e pubblicazione di relazioni semestrali e Bilanci di esercizio congiuntamente alla divulgazione di comunicati stampa di carattere price-sensitive obbligatori».                                       ©

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