CALCIO: EURO 2020, MAGLIE CHE PASSIONE, ECCO QUANTO GUADAGNANO LE NAZIONALI GRAZIE ALLE JERSEY

Le divise delle Nazionali sono un brand che non morirà mai, esattamente come il calcio non passerà mai di moda. Sono lingua che chiunque parla e comprende. E poco importa se qualche jersey (questo il nome tecnico delle casacche da gioco) ha perso appeal per via di eliminazioni inaspettate in questo Euro 2020. Restano un bene rifugio che non si svaluta mai, ma che anzi acquista di valore nel tempo. A confermarlo è lo studio Sponsor-Globe di Nielsen Sport: le ventiquattro maglie delle Nazionali impegnate ad Euro 2020 valgono 238 milioni di euro. Numeri importanti ma inevitabilmente destinati ad aumentare per chi alzerà al cielo la coppa a Wembley il prossimo 11 luglio. Ma chi c’è dietro l’universo jersey? E soprattutto chi capitalizza meglio il brand legato alle divise delle Nazionali?

Kyllian Mbappé con la maglia dei Blues griffata Nike per Euro 2020

QUESTIONE DI BRAND – Sono sei i fornitori tecnici impegnati nella produzione e nella distribuzione delle casacche di Euro 2020. Parliamo di colossi del settore: Nike spicca sulle altre portando a casa la fornitura di ben 9 nazionali, una in più di Adidas, l’azienda tedesca, che si ferma ad 8. I due giganti della sponsorship sportiva internazionale assorbono l’86% del volume complessivo delle sponsorizzazioni tecniche dell’intero Europeo. Un risultato ottenuto grazie ad una presenza in franchising capillare in tutti i principali Paesi continentali, unita alla potenza di brand che ormai capitalizza al massimo il settore delle jersey. Più staccate le altre con Puma (veste gli Azzurri), che può contare sulla fornitura a 4 Nazionali, Jako e Joma che si spartiscono una a testa. 

La casacca della Finlandia, alla sua prima partecipazione al Campionato Europeo di Calcio, targata Nike

CAPITALIZZAZIONE – È facile immaginare che a capitalizzare meglio il brand legato alle divise delle Nazionali siano le rappresentative delle principali leghe europee. In testa la Francia campione del mondo in carica: i blues ringraziano Nike per i 50,5 milioni di euro netti a stagione, mezzo milione in più di quanto realizzi la Germania grazie ad Adidas. Medaglia di bronzo all’Inghilterra che intasca 37 milioni, sempre da Nike. Più staccate l’Italia, che è comunque l’equipe marchiata Puma a guadagnare di più (22 milioni a stagione) e Spagna, che si accontenta, si fa per dire, di 20 milioni da Adidas. Il valore di capitalizzazione medio è di circa 10 milioni di euro: il Portogallo di Cristiano Ronaldo (campione d’Europa in carica), l’Olanda e la Russia, tra le altre, appartengono a questa fascia media che insidia le big ma che comunque rimane lontana dall’élite del calcio continentale. Fanalino di coda la Finlandia, alla sua prima partecipazione al campionato europeo di calcio, che porta a casa soltanto mezzo milione da Nike. 

ADIDAS NEL FUTURO DEGLI AZZURRI – È notizia di qualche giorno fa: l’Italia ha annunciato ildivorzioda Puma. Il nuovo contratto che partirà il 1 gennaio del 2023, legherà gli azzurri al marchio tedesco, garantendo alla Nazionale un bel balzo in avanti in questa speciale classifica: tra i 35 e i 45 milioni di euro a stagione, dopo Qatar 2022. Introiti record che cambieranno i connotati alla nuova casacca azzurra, che non smetterà mai di aderire a pelle e cuore di ogni tifoso.