SVOLTA GREEN NEL CINEMA: PRODURRE FILM INQUINA: «LA SOLUZIONE? UN ECO-SET CON MATERIALI COMPOSTABILI»

L’onda della sostenibilità può essere una via per fare rifiorire l’industria del cinema, dando nuova linfa e creando soluzioni alternative efficienti e rispettose dell’ambiente. «Per il film “Ghiaccio” di Fabrizio Moro e Alessio de Leonardis abbiamo creato un Eco-set», dice Moreno Zani, presidente di Tenderstories. «Ci siamo adoperati per ridurre l’inquinamento e l’impatto ambientale, ad esempio, utilizzando soluzioni energeticamente efficienti e materiali compostabili e applicando correttamente la raccolta differenziata». Secondo una ricerca realizzata nel Regno Unito, il settore cinema e audiovisivo consumerebbe in media, ogni anno, l’equivalente di una lampadina accesa per 500mila anni o 90mila vasche da bagno di benzina (250/gg) o 7mila voli aerei intorno al mondo.

Negli Stati Uniti viene attribuito un ruolo maggiore al distributore, poiché la forma di finanziamento più frequente è rappresentata dagli accordi “Produzione-Finanziamento-Distribuzione”; in Europa, invece, al produttore. In che modo si può investire in un film nel post pandemia?

«L’industria cinematografica si caratterizza per essere un mercato “project-based”, per cui è fondamentale ponderare con attenzione il singolo investimento. Stanziare delle somme di denaro nella cultura genera profitti e al tempo stesso rappresenta un’opportunità per centinaia di lavoratori del settore. In questa prospettiva, nei prossimi tre anni abbiamo scelto di investire dieci milioni di euro in nuove produzioni consapevoli».

Amazon ha comprato la major Metro Goldwyn Mayer, una delle big five di Hollywood per 8,45 miliardi. In futuro, guarderemo più film al cinema o in streaming?

«L’operazione si inserisce nel quadro di fusioni che stanno trasformando radicalmente l’industria dell’intrattenimento. Un’evoluzione dettata principalmente dal balzo tecnologico degli ultimi anni che consente la fruizione di contenuti ad alta definizione direttamente sul proprio device digitale. La chiusura dei cinema e la conseguente crisi delle case produttrici innescata dalla pandemia ha accelerato un fenomeno che, se accompagnato da un quadro regolatorio adeguato, potrà rappresentare un’opportunità di crescita per la film industry nel suo complesso».

Bellocchio, il regista del film “Marx può aspettare” da voi coprodotto, è stato premiato con la Palma d’Oro d’Onore a Cannes. Quali difficoltà economiche avete incontrato nel periodo pandemico e come considera gli aiuti messi in campo dal Governo?

«Il mondo dello spettacolo ha avuto serie difficoltà economiche durante la pandemia da Covid-19. Le restrizioni hanno portato alla chiusura di numerose aziende con il rischio di perdere grandi professionalità. Ora il settore sta provando, faticosamente, a risollevarsi dall’emergenza sanitaria. La ripartenza è per noi una sfida nella quale crediamo».

Moreno Zani (Tenderstories)

Secondo il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini «l’investimento su cinema e audiovisivo è una delle più grandi operazioni industriali dei prossimi anni, non è soltanto fare cultura e fare del bene, è anche fare reddito». Come rilanciare il settore?

«Ha ragione e la riprova del fatto che concordiamo è la nostra decisione di investire largamente nel settore. C’è bisogno di rafforzare il sistema degli incentivi fiscali e le risorse destinate agli investimenti nell’intero comparto. Il tax credit costituisce un’agevolazione significativa. Al tempo stesso, è necessario implementare i contributi pubblici e privati per favorire le realtà imprenditoriali più giovani in modo da premiare i talenti emergenti e la creatività».

In che percentuale può pesare in termini economici l’apporto del product placement sul costo totale di un film e quali altre forme di finanziamento si possono affiancare?

«La pubblicità indiretta è un tipo di marketing che è sempre esistito nella storia del cinema, in grado di creare lavoro, e contribuisce certamente a finanziare parte della pellicola. Il cinema è un settore su cui puntare per dare risalto all’immenso patrimonio artistico e culturale del nostro Paese e mettere in luce il valore del “made in Italy”».