giovedì, 23 Maggio 2024

Le performance dei calzaturifici sui mercati

Sommario
Calzaturifici
SALVATORE FERRAGAMO

Sviluppa e produce principalmente calzature, abbigliamento ed accessori. Attraverso calzaturifici e negozi gestiti sia direttamente che da terzi, nonché department store e punti vendita specializzati multimarca. Il gruppo opera in Europa, Asia e America. Il fatturato dell’azienda supera i 916 milioni di euro.

Il titolo inizia il 2021 a quota 16€. Perde l’8,54% nei primi giorni di contrattazione per poi riprendersi già dalla seconda metà di gennaio, raggiungendo quota 16,63€, +13,46%. Scivola dell’8,65% a febbraio, indietreggiando fino ai 15,2€. Da tale valore riprende la sua corsa e arriva, salvo qualche piccola oscillazione, a raggiungere il livello dei 20,1€ a giugno, registrando un sonoro +32% in soli 4 mesi. Dopodiché crolla del 18,1%, finendo a 16,45€ nella prima metà di luglio. Schizza al rialzo e raggiunge i 19,47€, +18,37% ad agosto, per poi perdere tutto quanto prima della fine del mese. Tenta un altro recupero a settembre, ma non sfonda il muro dei 19€ e si ritrova a 17,34€. Da tale minimo impenna al rialzo fino a quando raggiunge, nel mese di dicembre, la vetta dei 23,24€, con una performance del 34%. Dal picco di fine anno il titolo ha perso oltre il 13%, per essere scambiato a gennaio 2022 intorno ai 20€. In poco più di un anno ha guadagnato il 25%.

GEOX SPA

E’ una holding che crea, produce, e distribuisce calzature e abbigliamento. La cui caratteristica principale è l’utilizzo di soluzioni tecnologiche che consentono la capacità di respirare, rimanendo allo stesso tempo impermeabili. Opera nel settore delle calzature classiche, casual e sportive per ambo i sessi e tutte le età. La Società possiede oltre 60 brevetti registrati per tutelare il proprio know-how. È attiva principalmente in Europa ma è anche presente in Cina e negli Stati Uniti.

Il fatturato di Geox supera i 600 milioni, ma l’amministratore delegato Livio Libralesso, è riuscito a far approvare il Piano strategico 2022 -2024. Volto alla definizione di un approccio più digitale, e maggiormente focalizzato sulla centralità del cliente. Con l’obbiettivo di arrivare a 800 milioni di ricavi nel 2024.

Inizia il 2021 a quota 0,81€, scende a 0,76€, -6,20% prima della fine di gennaio. Il mese successivo è poco mosso e agli inizi di marzo è ancora intorno ai 0,76€. In questo mese però il titolo inizia a salire, prima lentamente e poi più rapidamente. Arriva così a sfiorare la vetta dei 1,25€ a giugno, registrando uno strabiliante +63,95%, in soli tre mesi. Da tale vetta, il titolo perde il 26,45%, precipitando a 0,92€ a luglio. Torna a salire nella seconda metà del mese, e raggiunge poi la quota di 1,19€, +29,36% ad agosto. A settembre scambia a 1,04€, con una perdita del 12,60%. Ma nel mese successivo inizia la ripresa che lo porterà a raggiungere la cima dei 1,34€ a novembre, con una performance del 28,87%. Da tale valore precipita del 23,31%, schiantandosi in zona 1,03€ dove viene scambiato attualmente. In poco più di un anno ha guadagnato il 27%.

VF CORPORATION

E’ un’azienda americana attiva nel settore dell’abbigliamento. Impegnata nella progettazione, produzione, e distribuzione di calzature e prodotti correlati. I suoi prodotti sono commercializzati attraverso negozi specializzati, grandi magazzini, e siti di e-commerce. I marchi includono Vans, The North Face, e Timberland. Il fatturato nel 2021 è stato di 9,2 miliardi di dollari, in calo dell’11,9% rispetto ai 10,5 miliardi dell’anno precedente. La flessione è stata determinata dalla chiusura dei negozi, e dalla minore domanda dei consumatori, a causa della pandemia.

Il titolo parte male, perdendo nei primi tre mesi del 2021 il 12,3%, scivolando a 75,88$. Recupera ad aprile, raggiungendo la vetta dei 90,15$, con una strepitosa performance del 18,80% in un solo mese. A maggio però, perde la maggior parte dei guadagni, tornando a scambiare a 76,66$. Dopo un tentativo di recupero a giugno, che porta il titolo a quota 84,43$, +10,2%, il titolo precipita di nuovo. Nel mese di luglio indietreggia fino ai 75,46$ con una perdita del 10,62%. Tenta un recupero ad agosto, arrivando nuovamente intorno agli 84,50$, ma il rialzo non dura e il titolo si scianta a 66$, con una perdita del 21,90%. Cerca di recuperare a novembre, arriva a quota 78$, registra un +18%, ma è destinato a cadere di nuovo. Dopo essere scivolato fino ai 68$, -12,69%, a dicembre; a gennaio viene scambiato a 71,70$, + 5,27%. In poco più di un anno ha perso circa il 17%.©

Marco Castrataro

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Foto: Deepal Tamang, unsplash.com

Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “il punto sui Mercati”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]