• venerdì, 27 Maggio 2022

Liguria, transizione green e blue economy volano per il turismo

Intervenire direttamente sul territorio, prevenendo i danni legati anche ai cambiamenti climatici: sono questi gli obiettivi per una governance in veste green delle Regioni più a rischio dissesto idrogeologico. A concorrere alla messa in sicurezza, non solo interventi strutturali e di contenimento, ma progetti che si occupano delle acque e che favoriscono turismo e Blue economy. Anche se non tutte le aree lo permettono in modo agevole, vista la conformazione geografica. Come accade in Liguria, detentrice di 32 Bandiere Blu ma in continua condizione di rischio a causa del fragile equilibrio del territorio. «Stiamo proponendo interventi che possono supportare questa realtà in relazione alla difesa dalle frane e alla regimazione delle acque meteoriche», dice Fabio Giuseppini, Amministratore Delegato di IRETI.

Nel 2021 la Liguria si è confermata al primo posto per località di mare premiate dalla Foundation for Environmental Education, in base a vari criteri di sostenibilità, dalla qualità delle acque alla raccolta differenziata. Ma per confermare questo primato la Regione deve continuare a investire…

«Gli investimenti sul servizio idrico integrato, parliamo dell’area genovese, ammontano a 624,1 milioni di euro, e sono così suddivisi: 345,4 milioni per le reflue e 274,7 per le acque potabili. Parliamo di un progetto per i prossimi nove anni, dal 2022 al 2030».

DISSESTO E MANUTENZIONE DEL TERRITORIO

Per le reti idriche c’è molto da fare, anche per contenere le perdite…

«Innanzitutto bisogna apportare interventi di ammodernamento sulle grandi adduttrici al servizio dell’ATO Genovese, poi interventi di sostituzione dei tratti di tubazione in ghisa grigia con tubazioni in ghisa sferoidale.

La priorità è sicuramente la riduzione delle perdite tramite metodologie classiche, come la distrettualizzazione e la strumentazione capillare delle reti di distribuzione e novità tecnologiche come, ad esempio, la ricerca delle dispersioni con l’ausilio di immagini satellitari e della riflessione dei raggi cosmici.

Tra le novità che abbiamo adottato ci sono i depuratori che utilizzano il processo a membrane MBR. Un sistema altamente performante che permette di depurare molto di più, ottenendo un’acqua di qualità superiore, salvaguardando anche gli spazi, dato che con questa innovazione si evitano i sedimentatori secondari».

Il lavoro di manutenzione del territorio – spesso criticato in tutta Italia specialmente in occasione di disastri – deve quindi andare di pari passo con un’implementazione delle strutture…

«Certamente, i nuovi investimenti sono pensati in proiezione futura e sono compatibili e sinergici con le attività di manutenzione ordinaria di infrastrutture e impianti».

INVESTIMENTI SU TUTTO IL TERRITORIO

C’è una Regione modello, che si sta distinguendo anche in termini di investimenti messi sul piatto?

«Tutte le Regioni dove operiamo (Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Sicilia) sono molto attive nel favorire gli investimenti sui territori. Gli enti d’ambito, con cui collaboriamo, stanno consentendo la messa a terra di investimenti anche attingendo alle possibilità offerte dal PNRR».

Linkedin: Alessio Incerti

Twitter: @aleince7

FOTO COPERTINA: Giovanni Corti da Unsplash.com

FOTO INTERNO: Fabio Giuseppini, IRETI

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