martedì, 27 Febbraio 2024

Investire in biometano: quanto ci costerebbe sganciarci dalla Russia?

Sommario
Biometano

Investire (poco) in biometano per abbattere le emissioni in Europa entro il 2050. È questo uno degli obiettivi della transizione energetica, che potrebbe aiutare il Vecchio Continente a diventare indipendente dal gas russo. Utopia? Forse.

IL BIOGAS IN EUROPA

Ad avvalorare questa ipotesi arrivano i dati dell’ultimo report dell’EBA (European Biogas Association): la produzione combinata di biogas e biometano ammonta a 191 TWh e, secondo l’ente, i numeri dovrebbero raddoppiare nei prossimi 9 anni. Entro il 2050, la produzione potrebbe essere almeno quintuplicata, raggiungendo oltre 1.000 TWh.

L’impiego del biometano per sostituire i combustibili fossili non richiede grandi investimenti per lo sviluppo di nuove infrastrutture. Quelle attualmente esistenti per il gas naturale sono già sufficienti: questo è il pedale per accelerare il processo di decarbonizzazione e fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili per i consumatori. Il biometano può essere prodotto e commercializzato in Europa, garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento dell’UE ed evitando la dipendenza da fornitori esterni. E proprio la diversificazione delle fonti è la questione più urgente da affrontare, dato che il Vecchio Continente produce solo il 15% del gas che consuma. Inoltre, il prezzo del biometano può essere inferiore del 30% rispetto all’attuale del gas naturale: può essere prodotto a partire da 55€/MWh, mentre il gas naturale costa circa 80€/MWh, senza considerare i costi della CO2.

Il biometano probabilmente rimarrà più economico del gas naturale nel breve e anche nel lungo termine. Mentre altri gas rinnovabili come l’idrogeno verde hanno bisogno di tempo per crescere e sono ancora 2-4 volte più costosi, il biometano è ora disponibile e scalabile nei prossimi 8 anni. In questo modo potremmo sostituire il 20% delle attuali importazioni di gas provenienti dalla Russia.

LA DIFFERENZA TRA ITALIA E IL RESTO D’EUROPA

Stando alle previsioni nel prossimo decennio assisteremo a un forte incremento di produzione e immissione nella rete di biometano. Per fare un esempio, l’Italiana Snam conta diversi allacciamenti attivi: si parla di 1.700 impianti a biogas esistenti che possono essere riconvertiti a biometano. Inoltre, circa un terzo del gas utilizzato in Italia per i trasporti, consegnato dai distributori di carburanti sia in forma compressa per le auto sia liquefatta per i camion, è già di origine biologica. Snam ha inoltre deciso di investire nel settore 850 milioni di euro al 2025, 100 milioni dei quali in infrastrutture per la mobilità sostenibile a biometano.

Nel contesto europeo, la diffusione di questa fonte energetica è già a un livello più avanzato rispetto all’Italia, rappresentando il 5% della domanda di gas. Infatti, il principale distributore transalpino, Gaz Réseau Distribution France, vanta già 315 impianti collegati alla sua rete e ci sono 1.180 progetti in corso di autorizzazione grazie alla spinta garantita dal Governo, che ha favorito lo sviluppo di una diffusa competenza a gestire le emissioni di biometano nella rete. Risultato: più del 90% degli impianti sono collegati alla rete di distribuzione.

QUANTO SI RISPARMIA?

Secondo la European Biogas Association, il gas prodotto da fonti rinnovabili (sia idrogeno, sia biometano), utilizzato nelle infrastrutture già esistenti, può arrivare, su base annua, a una produzione di oltre 120 miliardi di metri cubi con un risparmio di circa 140 miliardi di euro. Ma nonostante le ottime prospettive, i progetti non sempre vengono approvati in tempi rapidi e questo potrebbe essere un ostacolo.

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Marco Castrataro

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Laureato in Economia, Diritto e Finanza d’impresa presso l’Insubria di Varese, dopo un'esperienza come consulente creditizio ed un anno trascorso a Londra, decido di dedicarmi totalmente alla mia passione: rendere la finanza semplice ed accessibile a tutti. Per Il Bollettino, oltre a gestire la rubrica “l’esperto risponde”, scrivo di finanza, crypto, energia e sostenibilità. [email protected]