• martedì, 4 Ottobre 2022

La Blue economy italiana sempre più leader in Europa, ecco perché

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L’Italia si conferma una delle colonne portanti della Blue economy a livello europeo. Ma quali sono le prospettive nel settore per il nostro Paese? A giugno 2020 la Commissione europea ha approvato fino a dicembre 2023 la proroga delle misure italiane a sostegno del trasporto marittimo internazionale, con ricadute importanti sull’economia italiana. Con 36,5 milioni di euro, il Belpaese creerebbe 2.360 nuovi occupati. I lavoratori aggiuntivi attiverebbero altri 6.200 ULA (Unità lavorative per anno) e si stimano 106,4 milioni di euro di redditi lordi, con una capacità di spesa delle famiglie coinvolte di 62,5 milioni di euro. Nuove occasioni di lavoro potrebbero crearsi soprattutto nel settore delle crociere, dove il personale italiano è molto ricercato dalle compagnie internazionali che gestiscono il 95% della flotta mondiale e che nei prossimi anni aumenteranno il numero di navi battenti bandiera dell’UE e del SEE (Spazio Economico Europeo). Dai dati emersi nel rapporto Nomisma sulla “Shipping Industry Italia” si evince un Paese sempre più leader a livello europeo. Su cinque milioni di occupati nell’UE il 10,7% (525.200 addetti) lavorano nello Stivale. L’European Blue economy vanta un valore aggiunto di 218,3 miliardi di euro, lo Stato italiano 23,4 miliardi con un fatturato di 80,3 miliardi. Il settore gode di ottima salute e questo si traduce in benefici su redditi, consumi, imposte e benessere della società. Nel 2019 con una produzione diretta di 12.670 milioni di euro, lo shipping nel Belpaese ha generato sull’economia un impatto complessivo di 37.630 milioni di euro (di questi 18,5 miliardi si devono agli effetti indiretti e 6,4 miliardi riconducibili all’indotto). ©

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