• lunedì, 28 Novembre 2022

Device digitali, ecco dove frenano le vendite

DiMatteo Runchi

25 Novembre 2022
device

La crescita delle vendite dei device tecnologici si ferma. Dopo la fiammata pandemica il segmento rallenta, con poche eccezioni. Solo smartwatch e smart TV continuano a vendere. Il mercato è saturo o ha solo raggiunto la maturità?

Meno smartphone, più smartwatch

Nel 2022 gli acquisti di prodotti tecnologici sono rallentati. Secondo il report Digital Consumer Trends di Deloitte, rispetto al 2021 la diffusione in Italia di smartphone, PC portatili e fissi, e-reader, console portatili e tablet hanno subito variazioni minime, rimanendo prevalentemente stabile. Gli acquisti si sono fermati, con i cellulari che rimangono il dispositivo più diffuso. Il 94% degli italiani dichiara di averne uno, mentre al secondo posto rimangono i PC portatili con l’83%. In calo ormai da anni i computer fissi: ora meno della metà degli italiani ne possiede uno.

Cresce la diffusione di alcuni dispositivi specifici. Gli smartwatch ad esempio stanno diventando un prodotto di massa, sostituendo le fitness band in netta diminuzione. La diffusione degli orologi è arrivata al 31%, aumentando di ben sei punti rispetto al 2021, mentre i device da polso dedicati all’attività fisica calano dal 21 al 19%. In crescita anche i visori per la realtà virtuale, che passano dal 6 all’8% rimanendo però un prodotto di nicchia. 

Sembra emergere chiaramente dal report come la pandemia abbia cambiato il mercato. I lockdown hanno forzato la diffusione di molti apparecchi, facendo raggiungere al mercato una maturità anticipata sulla tabella di marcia. A non risentire della fine delle restrizioni sono stati infatti quei device che vengono utilizzati soprattutto all’esterno, come gli smartwatch. 

Crescono i device per la casa smart, ma le prospettive sono negative

Se da una parte potrebbe aver saturato un mercato, la pandemia ne ha forse innescato un altro, quello della casa connessa. La diffusione di dispositivi per video e streaming che si connettono alla TV, assistenti vocali e apparecchi per la smart home è cresciuta, sfiorando in alcuni casi il 30%. Il vero salto lo hanno fatto però le smart TV, crescete del 6% rispetto al 2021. Prima della pandemia circa la metà degli italiani ne possedeva una, ora coloro che hanno soltanto televisioni tradizionali superato appena un terzo della popolazione.

Un ruolo fondamentale nella diffusione delle televisioni di nuova generazione l’ha avuto anche il cambiamento di frequenze. Il passaggio nuovo digitale terrestre, assistito dal governo tramite un bonus TV, ha spinto molte famiglie ad aggiornare i propri apparecchi e a scegliere di conseguenza una smart TV. Nonostante questi risultati però, anche il peso della crisi inizia a farsi sentire. La maggioranza degli italiani pensa che manterrà invariata la propria spesa tecnologica per i prossimi anni (45%), anche se sono più coloro che pensano che la aumenteranno (31%) che quelli che prevedono una diminuzione (18%). Dati del tutto simili riguardano sia le spese per la connettività che per gli abbonamenti, a dimostrare come questi mercati abbiano ormai raggiunto la maturazione.

Photo by Dariusz Sankowski via Pixabay

Matteo Runchi

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.

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