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Giuseppe Galimberti, ad di Nano-Tech SpA: «Per il mercato delle nanotecnologie tassi di crescita a due cifre»

DiRedazione

14 Settembre 2020
nanotecnologie

Dalle nano-particelle un’innovazione continua, nuove applicazioni e, soprattutto, tassi di crescita economica globale a doppia cifra. Per i materiali sovraperformanti «il mercato è potenzialmente infinito: le stime parlano di un addressable market che già nel 2021 dovrebbe raggiungere i 90 miliardi di dollari», dice Giuseppe Galimberti, amministratore delegato di Nano-Tech. L’azienda, una Pmi innovativa nata ad Ascoli Piceno nel 2016, progetta e realizza super-materiali ad alte prestazioni, ideali per settori quali l’automotive e l’aerospaziale, ma anche per la sensoristica, l’internet of things, il biomedicale. Tra i suoi brevetti c’è 3Dynamics, un procedimento (detto additivazione) che permette la realizzazione di materiali compositi e polimeri con caratteristiche uniche di efficienza, leggerezza e resistenza, alcuni dei quali – per la precisione quattro – anch’essi depositati. La società stima di chiudere il 2021 con circa due milioni di euro di fatturato. Il trend è a favore: il mercato delle nanotecnologie ha tassi di crescita che in qualche caso superano il 20% e quello mondiale dei nano compositi, in particolare, dovrebbe toccare i 5,3 miliardi di dollari entro il 2021 da 1,6 miliardi di dollari del 2016.

Quali le peculiarità delle vostre produzioni?

«Miglioriamo le caratteristiche dei materiali, che così resistono di più, pesano di meno e riducono consumi e inquinamento. Uno dei nostri prodotti di punta (la barriera termica C-Preg 400, nda) è stato adottato dai team di Formula 1, con cui collaboriamo da alcuni anni. Altri hanno trovato applicazione nella space economy e sono stati usati per parti di satelliti. Tempo fa una nostra resina, usata per le riparazioni in campo aeronautico, è stata valutata come la migliore in commercio dall’università di Singapore. Stiamo inoltre lavorando su materiali compositi eco friendly realizzati con fibre naturali come lino e canapa»

Addressable market: in risalto preimpregnati e materiali compositi per alte temperature

Altri progetti per il futuro?

«La sfida è democratizzare il prodotto, affinché arrivi in applicazioni su larga scala. Qualsiasi settore può essere interessato, dallo sport alla medicina, dalla nautica alla farmacia. Per riuscirci possono esserci molti modi».

Ad Ascoli Piceno avete appena inaugurato uno stabilimento di ultima generazione.

«Qui nella Carbon Valley c’è la maggior parte delle aziende che lavorano il carbonio, quindi sfruttiamo la vicinanza dei nostri clienti migliori. L’impianto produce materiali compositi in condizioni ottimali: la produzione avviene in ambienti certificati e controllati, come in una sorta di sala chirurgica, che ci consente di avere standard di qualità altissimi».

Giuseppe Galimberti

Su cosa punterete per un ulteriore sviluppo?

«Il nostro piano quinquennale prevede ulteriori investimenti per impianti produttivi e dovrà essere ulteriormente finanziato. Lanceremo dunque a breve, forse entro l’anno, un aumento di capitale proprio per supportare l’ampliamento dimensionale e aumentare la capacità produttiva. Crescerà anche lo sforzo commerciale e continueremo a puntare su ricerca e sviluppo».

Pensate alla quotazione?

«Al momento l’idea è finanziarci con un aumento di capitale, con l’idea di avere una patrimonializzazione solida dell’azienda. Abbiamo già iniziato i primi contatti con potenziali investitori, alcuni dei quali istituzionali. Ma non escludiamo un listing nei prossimi mesi o anni, è nelle nostre corde».

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