• martedì, 4 Ottobre 2022

Cambia l’ordine economico: le sfide dei nuovi manager

Viviamo la fine dell’Ordine economico così come lo abbiamo conosciuto. Una rivoluzione che lascerà il posto al “Nuovo Disordine Mondiale”, un mutamento tale da richiedere nuovi sistemi e modelli. È questa la tesi de I 3 Cappelli del Manager, scritto da Gianni Simonato, fondatore della MyAcademy GmbH di Lugano, club di Imprenditori e Professionisti che condividono metodi per la trasformazione dei sistemi economici.

«La sfida organizzativa del CEO è creare Team con compiti diversi tra loro e gestirli con “cappelli” differenti, bilanciando il Day by Day (rosso) con l’Innovazione (bianco) e lo sviluppo sul cliente (giallo). Il rosso dovrebbe valere il 70% del tempo dell’azienda, il giallo il 20%, il bianco il 10%», spiega Simonato.

cover libro

Cerchiamo di fare un po’ di ordine nel “Nuovo Disordine Mondiale”: come trasformare i sistemi economici?

«Se misurassimo la crescita con l’Indice di Qualità della Vita, invece che con il PIL (Prodotto Interno Lordo), cambierebbe qualcosa nel nostro modo di produrre ricchezza? Anche gli equilibri geopolitici si stanno sgretolando e ricomponendo in forme diverse. Stati Uniti, Russia, Europa, Cina, India sono in un equilibrio magmatico. Dobbiamo abituarci a frequenti mutamenti, talmente travolgenti e repentini da meritare il titolo di “Disordine”. Le innovazioni tecnologiche abilitano il cambiamento, influenzando la nostra vita e abitudini. Nei prossimi anni saranno 5 i settori di riferimento. Si stima che il mercato dell’Intelligenza artificiale in futuro passerà dagli attuali 65 miliardi di dollari a 1.000 miliardi di dollari. Lo stesso vale per nanotecnologie (da 55 a 130 miliardi di dollari), biotech (da 750 a 2.500 miliardi), Digital Twin (da 3 a 50 miliardi) e genomica (da 20 a 70 miliardi)».

Quanti investimenti servono per raggiungere la sostenibilità?

«Dall’economia lineare dovremmo passare a quella circolare, progettare il prodotto in maniera da impattare il meno possibile. I benefici della circolarità sono enormi. Il primo è legato alla sopravvivenza delle imprese. I clienti vogliono avere a che fare con chi è trasparente e documenta i suoi processi produttivi. Altro beneficio è legato al rapporto qualità e prezzi. Nell’economia tradizionale chi produce deve tenere i costi bassi perché compete con altre aziende. E se invece di vendere il prodotto se ne vendesse il servizio? Obsolescenza e smaltimento non sarebbero più un problema perché tutto graverebbe sul produttore, invogliato a costruire un prodotto sostenibile. Questo genera nuove imprese, per questo parliamo di Rivoluzione Industriale 5.0».

Può spiegare il suo mantra per i manager: “Vuoi aver ragione o vincere la partita?”

«Più si sale in cima alla scala gerarchica più aumentano ego e autostima. I collaboratori raramente contraddicono il capo, portato così a pensare che ciò che pensa sia giusto. Questo modo di pensare nasce negli ambienti pianificati, nelle economie fordiste e tayloriste, dove l’esperienza era tutto. Le nuove generazioni, Millennials e Z sono più inclini al fare insieme, le precedenti meno. Se il leader vuole vincere deve ascoltare le seconde opinioni, con queste si apre la mappa delle scelte per decidere».

Cosa prevede per il futuro del Management? Quali sfide attendono i nuovi manager?

«La ricerca del modo migliore per fare le cose oggi non ha senso. Vanno sviluppate doti che hanno a che fare con il lavoro collaborativo, l’empatia, la conoscenza di come si lavora in team. Largo spazio alle relazioni umane piuttosto che alle regole e alle procedure. “Gli analfabeti del futuro non saranno quelli che non sanno leggere o scrivere, ma quelli che non sanno imparare, disimparare e imparare di nuovo”, scrive A. Toffler ne Lo Shock del Futuro».

Riprendendo il capitolo “Il cappello dello sviluppo”, come dovrà essere l’impresa moderna del Terzo Millennio?

«La competizione per attrarre le migliori risorse sarà una delle principali sfide. Va fatto un lavoro di ascolto e di condivisione con i collaboratori riguardo orari, formazione e modelli di gestione per creare un Best Place to Work. Mi preoccupano le PMI che non hanno strutture adeguate per fare questo. Ed è per questo che all’interno del Metodo dei 3 Cappelli ho lanciato YOLO People, un format per manager, Amministratori Delegati e Direttori Commerciali delle PMI che non hanno strutture per gestire il Capitale Umano».

computer

Nel secondo capitolo approfondisce un tema fortemente d’attualità: la leadership femminile. Facciamo un quadro della situazione attuale e delle prospettive future.

«Nel 2020 solo il 20% dei CEO nel mondo era Donna. Non abbastanza per affrontare temi quali l’Agenda ONU2030, Economia Circolare, Industria 5.0, che necessitano di visione e approcci culturali diversificati. Il mondo aziendale è stato creato secondo principi che vedevano l’uomo in posizione di leader. Ma quello era un mondo lineare, non così accelerato dalla tecnologia come quello attuale. Serve un ri-bilanciamento nella leadership. Nei ruoli apicali si preferisce inserire candidature provenienti dalle aree STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica), maggiormente presidiate dagli uomini. Ma oggi è cambiato il concetto di famiglia, che non vive più nel dualismo dell’uomo al lavoro e donna a casa. Cambiando questi scenari è assolutamente necessario avere più donne nel ruolo di CEO o DG. Il punto non sta tanto nella parità di genere, quanto di opportunità. La conferma è nel 2% di retribuzione in meno per le donne, senza un valido motivo».

team

Nel suo libro racconta 6 storie di manager, arricchite da 35 pillole che offrono spunti di riflessione sulla vita in azienda. Può citare un paio di esempi?

«Le aziende sono troppo sbilanciate sul quotidiano diventando cieche di fronte ai cambiamenti. Questo le rende fragili di fronte all’evoluzione dei mercati. Abbiamo casi in cui le attività quotidiane coprono il 100% del tempo lavorativo. Nokia, Kodak, Motorola sono fallite nel momento della loro massima crescita perché hanno stressato troppo il Cappello Rosso. Con Metalarredo e il Politecnico di Milano, durante il Covid, abbiamo utilizzato i led da illuminazione per creare un dispositivo antibatterico per trattare l’aria. Anticipare di alcuni anni i prodotti che andranno a fatturare consente di andare oltre il quotidiano. Non esistono clienti sbagliati, ma aziende non sintonizzate sul Cliente».©

Edoardo Lisi

📩 news@ilbollettino.eu. Il suo motto è "Scribo ergo sum". Si laurea in Editoria e Scrittura presso La Sapienza specializzandosi in giornalismo d’inchiesta, culturale e scientifico. Scrive di energia, sostenibilità, innovazione, crypto, spazio, libri, sport e food. Collabora con Nuova Energia e Staffetta Quotidiana, è co-autore del "Rapporto sull’innovazione energetica" I-Com e di "Economia Circolare" Start Magazine.

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