VACANZE E VACCINO: in più di 20 milioni aspettano di farlo per prenotare

Gli italiani vorrebbero mettere da parte crisi e preoccupazioni create dal Coronavirus e cominciare a fare piani per l’estate, nella speranza di vedere ridotte le restrizioni e moltiplicati i vaccini. Secondo i dati tratti dalle più recenti rilevazioni dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio di Isnart ed Unioncamere, più del 50% dei connazionali ha già cominciato a programmare viaggi e spostamenti con l’arrivo dell’estate e, tra questi, l’80% sceglierà l’Italia come destinazione per le vacanze 2021. Ciononostante, quello turistico resta uno dei settori più colpiti dalla pandemia, con una perdita stimata di 7,9 miliardi di fatturato solo nel primo trimestre, rispetto al 2019: a dirlo è, ancora una volta, l’analisi elaborata da Insart e Unioncamere. Le stime indicano perdite pari a circa il 64% dei flussi italiani e dell’85% di quelli internazionali. L’arrivo dell’estate fa sperare in un periodo più propizio per il turismo, ma la situazione non sembra più rosea di quella registrata nel 2020, che ha visto una contrazione di 53 miliardi di euro rispetto al 2019.

In base all’Indice di Fiducia dei viaggiatori italiani di Swg/Confturismo-Confcommercio, rispetto all’inizio dell’anno, nel mese di marzo 2021 è aumentato il numero di italiani che vorrebbe ricominciare a spostarsi per turismo. Con la primavera torna la voglia di viaggiare, ma a porre un freno ai progetti di vacanza sono, per cinque milioni di italiani, le restrizioni agli spostamenti rafforzate dalle ultime misure del governo e, per altri 20 milioni, l’incertezza sul fronte vaccinazioni. È quest’ultima a minare profondamente i progetti vacanzieri: secondo il report di Confturismo, quei 20 milioni di italiani non programmeranno le vacanze finché non sapranno quando sarà il loro turno per la vaccinazione.

«Il piano delle vaccinazioni non è solo un tema di salute, è un elemento essenziale per fare ripartire l’economia del Paese, cominciando dal turismo, che vale il 13% del Pil. Bisogna puntare sul nostro settore, non solo con ristori adeguati in rapporto alle enormi perdite accumulate, ma anche vaccinare con priorità i nostri addetti, realizzare corridoi e destinazioni Covid-free, come stanno facendo altri Paesi», dice Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio

Anche il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, ha dichiarato che «per far ripartire il turismo italiano bisogna fare una cosa: fornire i vaccini a tutti perché il mercato è molto competitivo». E ha precisato che, negli ultimi dieci anni, l’Italia è cresciuta del 4,5% nel settore turistico, mentre i nostri competitor del 6,5%. Le quote di mercato vanno recuperate secondo il ministro, ricordando le parole del Presidente del Consiglio Mario Draghi che aveva riconosciuto come necessità primaria la ripartenza dell’industria turistica. Nelle intenzioni del ministro c’è anche la firma, con le Regioni, di un protocollo «che faccia vedere che si lavora tutti insieme, in squadra, per promuovere l’Italia nel mondo».