NONINO, DISTILLATI: «L’EXPORT SUPERA il 50%»

Guarda al futuro con entusiasmo Francesca Bardelli Nonino. Sesta generazione della famiglia dell’omonima grappa, porta avanti con orgoglio la tradizione, ricoprendo un ruolo di primo piano all’interno dell’azienda. «Il nostro obiettivo è da sempre quello di andare avanti senza dimenticare la parte migliore del passato», spiega lei, responsabile della comunicazione web e dei mercati USA e russo. «Siamo una piccola medio impresa molto complessa, formata da una famiglia innamorata persa della grappa, che vive per condividere questa sua passione con gli altri. Purtroppo nell’ultimo anno a causa della pandemia questo tipo di comunicazione non è stato possibile».

Siete riusciti a imporvi sul mercato russo, malgrado lì siano presenti già molti distillati…

«Il mondo è pieno di distillati, questo è vero, ma nessuno è come la grappa. Noi non ci imponiamo ma raccontiamo semplicemente la storia della mia famiglia legata alla grappa che produciamo e questa è la chiave del nostro successo. La voce della passione non ha nazionalità. Lo dimostra anche l’equa divisione del nostro fatturati, visto che il 51-52% riguarda il mercato estero. Il Made in Italy è molto apprezzato e rappresenta una grande opportunità per le aziende che producono prodotti di qualità e che hanno voglia di mettersi in gioco».

Affari, tradizione, ma anche tanta attenzione al consumo responsabile…

«Credo sia una forma di rispetto sia verso se stessi sia verso chi ha realizzato il prodotto. Da 124 anni la mia famiglia durante il periodo della distillazione è presente 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 e mio nonno, che ha 87 anni, sino all’anno scorso si svegliava la notte per andare a fare il taglio della testa e della coda. La nostra grappa racconta la storia della nostra famiglia ma anche quella dell’Italia».

Che cosa pensa sia necessario per aiutare la ripartenza del vostro settore?

«Credo che si dovrebbe cercare di alimentare l’amore per il Made in Italy, sostenendo la nostra economia internamente».

Quanto è stata importante la comunicazione digitale?

«Molto, perché ci ha permesso di attraversare ogni barriera. Penso che la vera sfida di questo tipo di comunicazione sia quella di non subirla, ma di riuscire ad accoglierla e a plasmarla per la realtà della propria azienda, facendo sì che la possa rappresentare al meglio. La mia priorità è sempre stata quella di trasmettere l’autenticità e ho trovato nelle dirette in streaming un format di comunicazione, forse meno perfetto di quelli tradizionali, ma sicuramente più vero. Ho spiegato come dietro ogni bottiglia di grappa Nonino ci siano delle persone, non soltanto i miei parenti, ma anche i tanti collaboratori che consideriamo parte della nostra famiglia».©