Rivoluzione economica nel calcio. Il progetto di azionariato popolare per l’Inter vede la luce. Capofila del progetto è Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio sui Conti pubblici italiani e già Commissario per la revisione della spesa pubblica, che spiega il progetto di Interspac, di cui è presidente, che vede tra i soci anche l’ex presidente della Rai, Roberto Zaccaria. «I club organizzati con un azionariato popolare sono tra quelli in una posizione economicamente migliore rispetto alle altre società».

La sua strategia è rafforzare l’Inter con capitali forniti dai supporter, integrati da risorse di investitori istituzionali?

«Sì, primo perché si porta capitale fresco e non a debito, quindi si rafforza il capitale sociale della società evitando che paghi una grande quantità di risorse per ripianare il deficit, come spesso capita. Secondo è un’operazione che crea un grande legame tra tifosi e società».

La società è d’accordo?

«Zhang sa che adesso stiamo procedendo su due fronti. Abbiamo allargato la compagine a volti noti che saranno annunciati nei prossimi giorni e lanciato questo sondaggio di grande importanza (il buon esito dell’operazione passa attraverso la voce dei tifosi che potranno esprimere il loro parere online dal 25 giugno alla fine di luglio, ndr) perché consente a chi ci crede di contarsi, di vedere cioè quanto interesse c’è. Non soltanto per l’Inter ma anche per tutte le società di A e di B».

Tra gli altri soci/tifosi sappiamo che ci sono volti noti reclutati dal mondo dello sport, della televisione, del giornalismo e della musica…

«Mentana? Ligabue? Vada di fantasia, non posso confermare, verranno svelati venerdì. Spero però che lo scudetto dell’anno scorso sia l’inizio di un nuovo ciclo, che riporti l’Inter ai vertici del calcio internazionale».

Nel frattempo tifa Italia: la Nazionale sabato affronterà l’Austria

«Il cuore di tutti gli italiani ora batte azzurro. Non esaltiamoci troppo bisogna sempre andare cauti, ma sono fiducioso».