IDROGENO, LA CHANCE DEL SUD PER RIPARTIRE: LA SICILIA SI CANDIDA COME HUB EUROPEO

Si candida a diventare l’Hydrogen Valley d’Italia, la Sicilia. «Può sicuramente ambire, grazie al posizionamento strategico a livello geografico, a porsi come centro di collegamento e distribuzione tra il Nord Africa e l’Europa», dice Gaetano Armao, Coordinatore della Commissione Affari europei e internazionali della Conferenza delle Regioni. «Bisogna potenziare il sistema portuale del Mezzogiorno e attrezzare con un grande porto hub l’area sud dell’isola. Il trasporto marittimo è fondamentale per il rilancio industriale e commerciale del nostro Paese. Dobbiamo accorciare il divario Nord-Sud». La Regione siciliana, che si è candidata a essere la sede del Centro nazionale di alta tecnologia per l’idrogeno, nei mesi scorsi ha pubblicato un avviso per l’acquisizione di manifestazioni di interesse da inserire in una long list di soggetti, operanti nel territorio dell’Unione europea, interessati a costituire un hub dell’oro verde. Tra i papabili: Priolo, Gela e Termini Imerese. Quest’ultima potrebbe avere tutti i requisiti, considerando che si trova al centro di un nodo strategico per i collegamenti stradali e ferroviari. L’idrogeno è un vettore energetico, cioè un mezzo che consente l’immagazzinamento dell’energia che può poi venire erogata in altre forme, come l’elettricità o la combustione. Ed è in questa strada che si inserisce uno degli obiettivi di Terna. Per migliorare la capacità di scambio elettrico, quindi, utilizzare al meglio i flussi di energia da fonti rinnovabili favorendo il loro sviluppo, la società fondata nel 1999 sta investendo su un progetto ambizioso: il Tyrrhenian Link. Si tratta di un doppio cavo sottomarino (950 chilometri di lunghezza e 1.000 MW di potenza) al centro del Mediterraneo, che collegherà la Sicilia con la Sardegna e la penisola italiana. Un altro passo in avanti verso un futuro energetico più sostenibile. Un’opera infrastrutturale di importanza internazionale. Il gruppo, che si candida a ruolo di “regista della transizione energetica”, ha chiuso i primi tre mesi del 2021 con 621,8 milioni di euro di ricavi, su del 9,6% rispetto ai 567,5 mln dello stesso periodo del 2020. Il margine operativo lordo è stato di 453,6 milioni di euro, in crescita del 4,5% rispetto ai 434,2 milioni di euro mentre 190,4 milioni l’utile netto, in progressione del 2% rispetto ai 186,6 milioni di euro del primo trimestre 2020. Il mercato dell’idrogeno è in continua espansione, principalmente nello stoccaggio della rete, autotrasporti a lungo raggio e applicazioni marine. Ma l’oro verde affascina anche il settore alimentare e metallurgico. Chi ha già puntato sul nuovo “petrolio”, nel giro di pochi mesi ha visto schizzare le proprie azioni. Come la Plug Power, impegnata nello sviluppo di sistemi di celle a combustibile che sostituiscono le batterie convenzionali in apparecchiature e veicoli alimentati da elettricità, che rispetto a un anno fa segna un +588%, ma a fine gennaio ha toccato un top nel corso dell’anno di oltre il 1.600%, la Ballard Power Systems (azioni triplicate negli ultimi mesi), e la Bloom Energy, con una quotazione di mercato di 3,8 miliardi (top +419,8%). Quest’ultima, recentemente, ha firmato un accordo con l’Idaho National Laboratory per testare l’uso dell’energia nucleare con l’obiettivo di generare idrogeno pulito tramite il suo elettrolizzatore a ossido solido ad alta temperatura. Un business in crescita, dunque, che sarà alimentato dai fondi del PNRR, grazie ai quali i porti potrebbero diventare più competitivi in tema di sostenibilità e sviluppo delle  infrastrutture.

Gaetano Armao, Coordinatore della Commissione Affari europei e internazionali della Conferenza delle Regioni

Si dovrà guardare con attenzione a quelli del Mediterraneo, strategici nelle politiche comunitarie…

«Il trasporto marittimo è fondamentale per il rilancio industriale e commerciale del nostro Paese. Spingiamo affinché la Sicilia ottenga dall’Europa il livello di infrastrutture essenziale per superare il divario Nord-Sud mediante il rafforzamento delle politiche di coesione».

Sono previsti 235,12 miliardi di euro nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. Come gestire la cooperazione multilivello tra Stato, Regioni, autonomie locali e funzionali?

«Il livello centrale, di concerto con le Regioni, dovrebbe definire la direzione strategica tenendo presente lo standard nazionale e i contesti regionali e territoriali».

L’inflazione intanto preoccupa: è uno dei temi dominanti sui mercati finanziari

«Siamo in presenza di una spinta inflazionistica congiunturale, con componenti strutturali. La riflessione che si richiede, oggi, all’Ue è interrogarsi sui modelli di integrazione economica globale e sulla concentrazione, nelle mani di poche potenze mondiali, della produzione di materie prime e beni essenziali per le nostre economie».

Cresce l’export nel primo trimestre dell’anno (+2,6% rispetto a ottobre-dicembre 2020). Come sostenere il Made in Italy nel post-pandemia?

«La parte del PNRR che affronta i temi della digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura assume importanza nel rendere il nostro prodotto più appetibile sui mercati internazionali. Tuttavia, sarà fondamentale puntare sul prodotto di qualità e garantire, anche sul piano digitale, la filiera».

E consolidare i rapporti tra l’Eurosistema e le banche centrali dei Paesi non appartenenti dell’Unione europea…

«Il Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC) è una delle istituzioni finanziarie europee che più resta sullo sfondo specie in relazione all’Eurosistema. Un maggior raccordo con le banche centrali dei Paesi non europei è sicuramente più che auspicabile, a maggior ragione in un periodo, come quello post pandemico, in cui vanno riequilibrati gli indici economici internazionali, operazione sicuramente più facile in un contesto di apertura e di dialogo. C’è anche la necessità di equilibrare il sistema creditizio del nord Europa con quello del sud».

Italia e Francia vorrebbero abolire i parametri di Maastricht. “Allarmante” secondo il ministro delle Finanze austriaco Blumel. Come considera il rapporto Italia-Europa? 

«Siamo stati colpiti duramente da un evento imprevedibile e catastrofico. Facendo un paragone con la medicina, la nostra economia potrebbe risentire per anni i postumi della pandemia e, quindi, solo un’adeguata terapia potrà farci ritornare in salute. I rapporti tra l’Italia e l’Europa sono improntati alla massima apertura e collaborazione». 

© Mario Catalano