venerdì, 10 Luglio 2026

Finance Confidential: i retroscena della finanza

Sommario

Tra passioni travolgenti, imperi che scricchiolano e patrimoni che si ribaltano, i cuori e i portafogli dei big globali sono protagonisti delle ultime mosse finanziarie…

Tre milioni per il matrimonio di Dua Lipa

La popstar Dua Lipa – la under 30 più ricca del Regno Unito e d’Irlanda, con un patrimonio da oltre 100 milioni di sterline – e l’attore e modello britannico Callum Turner, classe 1990 (con un’eredità da 5 milioni di dollari, dopo aver detto Sì a Londra, hanno fatto impazzire la Sicilia per la festa di nozze.

I dettagli parlano di un vero e proprio piano industriale con 300 ospiti selezionati e un piano anti-paparazzi pare degno del Pentagono. La voce di costo più impressionante nel budget? Il guardaroba. Sono previsti ben 26 cambi d’abito firmati dalle più grandi maison, trasformando l’evento in una sfilata d’alta moda ad altissimo rendimento. Ma non solo. Per due location, affittate per uso esclusivo (Villa Igiea e Villa Valguarnera di Bagheria) gli sposi hanno speso circa 200mila euro. Senza considerare gli spostamenti privati degli ospiti (tutti di altissimo livello, su tutti l’amico, collega cantante e testimone Sir Elton John) la sicurezza e l’allestimento. Due giorni di un giro d’affari di oltre 3 milioni di euro.

Fedez ora vale il doppio di Ferragni

Matrimonio che vai, divorzio che trovi. E anche ricchezza. Dopo aver fatto per anni il “marito di…” oggi Fedez vola nell’Olimpo dei paperoni: il divario economico con la ex Chiara Ferragni, l’influencer 38enne di Cremona, ora è a suo favore. Lei è proprietaria della holding finanziaria Sisterhood Srl (con le due società Fenice Srl e Tbs crew Srl che insieme registrano ricavi inferiori ai 4 milioni di euro a seguito degli strascichi del Pandoro Gate). Lui, con un patrimonio da oltre 20 milioni di euro, è a capo della holding familiare Zedef Srl e possiede una fondazione benefica, che però nel 2022 ha raccolto soltanto 342mila euro, 180mila dei quali versati dallo stesso Fedez. 

A riportare il sorriso ci pensano i dati depositati alla Camera di Commercio di Milano per la Dream of ordinary madness entertainment Srl (Doom), l’azienda principale del gruppo Zedef, che mostrano un bilancio solido con ricavi pari a 10,181 milioni di euro (appunto, più del doppio di Ferragni) e un utile di 1,135 milioni di euro. Sarà l’inizio di un nuovo impero che farà sfigurare quello dell’ex moglie?

La crisi del gruppo DAZN

Un colosso che sembra già traballare è quello del Gruppo DAZN. C’è maretta nei corridoi dorati dello streaming sportivo e le ultime indiscrezioni dipingono un quadro tutt’altro che roseo per la regina del calcio in tv. Si parla di un vero e proprio fuggi-fuggi generale. Un brivido freddo da 13-15 milioni di telespettatori svaniti nel nulla nella stagione 2024/2025 rispetto ai fasti del passato. Le sventure di casa nostra, ovviamente, si riflettono sui bilanci globali del Gruppo DAZN, che continuano a piangere lacrime d’inchiostro rosso. Certo, i vertici provano a fare buon viso a cattivo gioco, ma consolarsi con un rosso da ben 936 milioni di dollari fa un po’ l’effetto di chi festeggia perché la barca affonda più lentamente.

E come se non bastasse il flop di ascolti, a complicare questo feuilleton finanziario ci si mette pure la rivale di sempre Sky, che ha deciso di trascinare DAZN (insieme a TIM) in tribunale con una richiesta di risarcimento fino a 1,9 miliardi di dollari per i diritti sulla Serie A. Un vero e proprio regolamento di conti che rischia di trasformare la crisi in un bagno di sangue.

La sfida dello spazio

Dimenticate i fasti da copertina, i party esclusivi e lo status blindatissimo di Jeff Bezos. Il papà di Amazon, che si gode la vita dall’alto del suo patrimonio da capogiro che oscilla intorno ai 200 miliardi di dollari, confermandolo stabilmente sul podio degli uomini più ricchi del pianeta, ultimamente non dorme più sonni tanto tranquilli. Per il re del business globale è infatti tempo di posare il calice di champagne. Oggi la vera e cruciale partita da miliardi di dollari si gioca sulla rampa di lancio di Blue Origin, la società privata di turismo spaziale da lui creata, attualmente in piena crisi.

La puntualità è ormai vitale: appena due giorni prima dell’incidente che ha provocato la catastrofica esplosione del New Glenn – l’asset strategico per il futuro commerciale della compagnia aerospaziale -, la NASA aveva assegnato a Blue Origin un nuovo accordo da 188 milioni di dollari (con opzioni fino a 280) per portare sulla Luna i primi rover commerciali e il lander Blue Moon Mark 1 proprio nell’autunno del 2026.

Questa commessa si aggiunge al monumentale contratto da 3,4 miliardi di dollari per il sistema di atterraggio umano di Artemis IV e agli impegni per la rete satellitare Kuiper di Amazon, costringendo Bezos a una disperata corsa contro il tempo per evitare che il programma lunare si trasformi in un monopolio assoluto della rivale SpaceX di Elon Musk.

Il premio

Alessandro Cascavilla, 31enne ricercatore in Scienza delle Finanze presso l’Università di Roma Unitelma Sapienza e docente di Economia Politica alla Sapienza Università di Roma, ha vinto il Premio Intelligenza Patrimoniale 2026 – riconoscimento promosso da Cuniberti & Partners SIM S.p.A., con l’obiettivo di valorizzare i migliori progetti di educazione finanziaria in Italia.

©

Determinata, ambiziosa, curiosa e precisa. La passione per il giornalismo mi guida fin da bambina. Per Il Bollettino mi occupo di Startup, curo le interviste video ai player del settore e seguo da anni la realtà delle PMI.