domenica, 3 Marzo 2024

BTP GREEN: BOOM DI RICHIESTE ANCHE CON LA SECONDA EMISSIONE

Il Tesoro festeggia: successo pieno anche con la seconda emissione del BTP Green. Il titolo destinato a sostenere investimenti a spiccata vocazione ambientale – che aveva debuttato a inizio marzo – continua a catalizzare l’attenzione degli investitori. L’importo della seconda emissione è stato fissato in 5 miliardi di euro e la domanda ha superato i 55 miliardi (oltre 11 volte l’offerta).

Molto simile nel rapporto tra domanda e offerta con la prima tranche, dove erano stati offerti titoli per 8,5 miliardi di euro, ricevendo richieste per 83,3 miliardi (ovvero 9,8 volte l’offerta), record in Europa per le emissioni inaugurali di titoli sovrani green.

La ragione del grande successo del BTP Green è nel colore. L’aggettivo “green” sta infatti a indicare la destinazione dei fondi raccolti dallo Stato con questo titolo. Il ricavato delle emissioni sarà infatti utilizzato per finanziare le spese green statali: si tratta di investimenti con positivo impatto ambientale individuati nel Quadro di riferimento per l’emissione di titoli di Stato Green pubblicato lo scorso febbraio dal MEF. Il rendiconto delle spese green sostenute dallo Stato finanziate con i proventi della prima emissione è stato pubblicato lo scorso 10 settembre. E gli investitori ESG (Environment, Social and Governance) hanno sottoscritto oltre la metà della prima tranche: il BTP Green rappresenta una ghiotta occasione per inserire in portafoglio un bond sovrano con rating investment grade, un buon rendimento e caratteristiche coerenti con i criteri ESG. Moody’s stima in circa 1000 miliardi di dollari il controvalore totale delle emissioni obbligazionarie “sostenibili” nel 2021, in forte progresso dai 613 miliardi del 2020.

Le caratteristiche finanziarie del titolo: scadenza 2045 e cedola 1,50%, il prezzo di collocamento è stato pari a 96,717 per un rendimento lordo dell’1,676%. Il rendimento del BTP decennale (2031) si attesta a 0,92%. Si tratta di un’obbligazione a lungo termine e quindi particolarmente sensibile alle oscillazioni dei rendimenti. La modified duration è pari a quasi 23 anni e la prima emissione ha toccato un minimo a 91,57 e un massimo a 103,31 in appena sei mesi e mezzo di contrattazioni (oltre 11 punti tra minimo e massimo). Il BTP Green è visto con interesse da chi intende cimentarsi nel trading, ovvero tentare di comprare sui minimi e vendere sui massimi, assumendosi tutti i rischi del caso. L’alternativa è invece tenere un atteggiamento da “cassettista”: acquistare il titolo e godersi le cedole fino alla scadenza.

I piccoli risparmiatori non hanno però avuto l’opportunità di partecipare al collocamento. Il MEF ha infatti deciso di confermare la modalità utilizzata nella prima emissione: non l’asta come avviene per i titoli di Stato standard, ma il sindacato. Con questa tecnica il collocamento di un titolo è affidato a un gruppo di banche (BofA Securities, Credit Agricole, Deutsche Bank, Banca MPS e Nomura come lead manager dell’operazione) che raccolgono ordini provenienti solo da investitori istituzionali. I piccoli risparmiatori (retail) non possono partecipare come invece fanno in occasione delle normali aste effettuando le prenotazioni presso la propria banca.

Il popolo retail si vede quindi preclusa la possibilità di investire in BTP Green? No: i risparmiatori possono acquistare i titoli sul MOT, il mercato secondario telematico gestito da Borsa Italiana sul quale anche gli investitori retail possono operare. Guardando al futuro, le emissioni del BTP Green non finiscono certo qui: secondo un’analisi condotta a livello interministeriale ammontano a ben 35 miliardi di euro le spese pubbliche potenzialmente finanziabili solo per il periodo 2018-2021.

Simone Ferradini
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