venerdì, 23 Febbraio 2024

Calciomercato, ecco chi ha speso di più in Europa negli ultimi 10 anni

Sommario

In Inghilterra si spende tanto, e spesso male, mentre in Francia ci sono le squadre più capaci di valorizzare le vendite. Questi i due estremi della classifica pubblicata dal Football Observatory del CIES, International Centre for Sports Studies, che ha messo a confronto i soldi spesi e guadagnati dai 98 club dei cinque principali campionati europei, Premier League, Ligue 1, Bundesliga, Serie A e Liga, negli ultimi dieci anni di calciomercato.

La graduatoria, che ha preso in esame tutti i dati delle sessioni di mercato dall’estate del 2012, anche incrociandoli con fonti non ufficiali, tiene conto oltre che dei bonus anche delle percentuali sulle future rivendite dei calciatori, ha messo così in ordine le società dalla meno virtuosa – un’inglese – alla più attenta – una francese.

Di tutte le squadre prese in considerazioni, 52, quindi poco più della metà, hanno un bilancio attivo tra entrate e uscite per l’acquisto e la vendita di giocatori.

IN PREMIER SI SPENDE TANTO MA (SPESSO) MALE

Il primo spunto che offre la classifica è il “dominio” inglese: nelle prime venti posizioni, ben 14 sono occupate da squadre della Premier League. Con una città al comando delle più spendaccione: Manchester. Lo United, che è la squadra col passivo peggiore, ha speso oltre un miliardo e mezzo di euro in poco meno di dieci anni a fronte di “soli” 470 milioni rientrati grazie alle cessioni. I Red Devils sono così l’unica società presa in esame che ha un saldo negativo di oltre un miliardo di euro. La sponda light blue di Manchester, il City, ha un passivo di 984 milioni di euro, ma rimane comunque la squadra che nell’ultimo decennio ha investito più di ogni altra per comprare giocatori, con 1,7 miliardi di euro.

A ruota segue il Paris Saint Germain che chiude il podio. I dominatori della Ligue 1 hanno compiuto operazioni che hanno riscritto i record del calciomercato al rialzo in questi ultimi anni con gli acquisti di Neymar e Mbappé, e non stupisce trovarli quindi al terzo posto, con un rosso di 941 milioni di euro.

Ma se il PSG negli ultimi dieci anni ha vinto 27 trofei, tutti nei confini nazionali, il Manchester United non ha fatto seguire altrettanti successi, portando a casa sei trofei, ma un solo campionato inglese e l’Europa League del 2017. Lo stesso discorso può valere per i citizens, che hanno vinto sì quattro Premier League (e il quinto non rientra in questa classifica solo perché vinto prima dell’estate del 2012), ma non sono ancora riusciti a imporsi in Champions League, obiettivo dichiarato da anni dalla società e, anche, da mister Pep Guardiola.

Nelle prime venti posizioni, oltre ad altri club di Premier dalla tradizione ormai consolidata, Arsenal, al quinto posto, Chelsea, all’undicesimo, Liverpool, al quattordicesimo, e Tottenham, al sedicesimo, troviamo anche altre squadre con meno blasone, ma che nell’ultimo decennio si sono date alle spese folli sul mercato: e così Everton e Aston Villa chiudono la top ten dei più spendaccioni, rispettivamente con un passivo di 429 e 424 milioni di euro.

LE ITALIANE NON STANNO A GUARDARE

Le società di casa nostra negli ultimi dieci anni hanno investito molto sul calciomercato. Basta pensare all’ultima sessione di gennaio, con il passaggio di Vlahovic alla Juventus e Gosens all’Inter. Ed è proprio la Vecchia Signora la società con il bilancio più negativo tra acquisti e cessioni: meno 561 milioni di euro, che valgono ai bianconeri il sesto posto nella classifica generale. Subito dietro la Juventus, al settimo posto, ma al secondo se prendiamo in considerazione solo i club di Serie A, c’è il Milan, che ha investito molto meno rispetto alla Juve sul mercato, 884 milioni di euro contro oltre un miliardo e mezzo, ma ha anche incassato decisamente meno, 452 milioni contro 981.

L’Inter, dopo un’estate di rinunce – Conte, Hakimi, Lukaku – è tornata sul mercato da protagonista, e in questi dieci anni ha chiuso con un passivo di 385 milioni di euro. Cifre che posizionano la società di Steven Zhang poco fuori dalle prime dieci.

Tra le italiane però ci sono anche tre delle cinque squadre che chiudono la classifica, ovvero che hanno un differenziale più positivo tra entrate e uscite e sono Genoa, Udinese e Atalanta. Il Genoa, che nella finestra invernale appena conclusa ha speso 20 milioni di euro e non ne ha incassato nemmeno uno, ha un saldo positivo dall’estate 2012 di 200 milioni.

Udinese e Atalanta, rispettivamente +172 e +162 milioni di euro, hanno dimostrato come saper valorizzare i propri giocatori. Ma se i bianconeri friulani da anni lottano nelle zone basse della classifica, i bergamaschi hanno dimostrato che con questi numeri si può anche competere per traguardi sportivi importanti.

Agli antipodi della classifica, rispetto alle due di Manchester e al PSG, troviamo due squadre francesi, il Lione con un saldo attivo di 247 milioni di euro, e il Lille, che fa ancora meglio dell’Olympique, chiudendo questo decennio di calciomercato in verde di 349 milioni.

GLI ANNI D’ORO DEL GRANDE REAL

Agli appassionati non sarà sfuggita l’assenza tra le prime posizioni del Real Madrid, il club che negli ultimi dieci anni, ha portato a casa più Champions League, quattro tra 2014 e 2018, di cui tre consecutive. Eppure le Merengues, dopo la spesa folle per Bale, hanno tenuto un atteggiamento più prudente, spendendo comunque tanto, oltre un miliardo di euro, ma incassando più di 980 milioni. E con questi numeri occupa la 25esima posizione: un rapporto decisamente positivo tra soldi investiti e vittorie ottenute.

Un discorso che non vale per tutte le squadre di questa classifica.

Alessio Incerti

LinkedIn: Alessio Incerti

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Credits: Pixabay/Unsplash