• lunedì, 15 Agosto 2022

Paulo Dybala alla Roma: il titolo reagisce in Borsa

dybala

Dopo mesi di tira e molla, la scelta dello svincolato più desiderato d’Italia si orienta a favore dei ragazzi allenati da José Mourinho. Come cambia il panorama tecnico ed economico della società di Dan Friedkin ora che si aggiunge alla rosa un giocatore con 5 titoli di Serie A all’attivo?

L’impatto economico della Joya sulla Roma: titolo in Borsa e ritorno d’immagine

Partiamo dal responso più immediato: la giornata in Borsa. La AS Roma è quotata dal 2000 e il suo titolo, come per tante altre squadre di calcio, ha sofferto molto nel periodo del Covid-19, registrando miglioramenti invece negli ultimi 6 mesi. La giornata odierna registra un rialzo del 5,03%, superiore tanto all’ultima giornata del 15 luglio quanto alla media settimanale. L’acquisizione del cartellino di Dybala è un segnale che gli azionisti sembrano aver recepito particolarmente bene (e non per la prima volta): oltre all’ottimo palmares nazionale l’argentino è indubbiamente un giocatore popolare in Italia e sui social. Per esempio, si tratta del terzo calciatore di serie A per seguito su un social media come Instagram; davanti a lui solo il neo-rientrato Pogba e l’intramontabile Zlatan Ibrahimovic.
Pensare che la mossa Dybala sia solo una scelta di popolarità, però, sarebbe un enorme errore. L’attaccante ex-Palermo è stato a lungo considerato tra i migliori nel suo ruolo e nel 2020 ha ottenuto il premio della Lega Serie A come miglior giocatore del campionato. Un Most Valuable Player (MVP), insomma, che di recente ha però sofferto di numerosi infortuni. E, come per tanti campioni dannati dal fisico, la percezione attorno a lui è cambiata.

Il tango degli svincolati: cosa chiedeva Dybala, cosa chiedono tutti gli altri

Inevitabile chiedersi cosa ci facesse un MVP della Serie A senza un contratto da 18 giorni; la Juventus ha rotto già in primavera e litigato col suo agente, mentre l’Inter ha ceduto alle lungaggini della separazione dai giocatori in (forse presunta) uscita. Il numero 10 della Juventus è rimasto al palo fino all’offerta capitolina, e oggi incassa un contratto triennale (con opzione per un quarto anno) che coi bonus arriva a 6 milioni netti a stagione.
A Torino, però, la Joya ne incassava 7, e la prima proposta di contratto discussa a marzo contrapponeva desideri inconciliabili: i bianconeri erano propensi a pagarlo meno e con un contratto breve (presumibilmente 2 anni), mentre il fantasista voleva più soldi e soprattutto più stagioni.
L’offerta dell’Inter stessa, che Dybala sembrava disposto ad accettare, prevedeva 5 milioni con un bonus di un milione per il superamento del 50% di presenze. Un’assicurazione, insomma, che Beppe Marotta, AD dei nerazzurri, cercava da un giocatore la cui affidabilità fisica era ritenuta dubbia. L’argentino ha continuato, al termine del contratto con i bianconeri, a flirtare con squadre italiane ed estere (un breve interessamento sembrava venire dall’Atletico Madrid). L’attesa per una nuova maglia non lo ha visto però solo; la tendenza a lasciar decadere i contratti per poter meglio scegliere il prossimo passo è di molti calciatori: Pogba, Belotti, Suarez, Isco, Di Maria, Cavani, Mertens hanno tutti vissuto da svincolati l’inizio di questa estate.
E per molti di loro la nuova squadra rimane tuttora un mistero.

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