• venerdì, 2 Dicembre 2022

Meta, tra pubblicità e metaverso sparisce l’etica

DiMatteo Runchi

30 Settembre 2022
meta

Il colosso statunitense scioglie il team per l’Innovazione Responsabile, poco più di un anno dopo i Facebook Papers. Una mossa che arriva in un periodo tumultuoso per Meta, reduce da un trimestre sotto le aspettative e penalizzata dal rallentamento del mercato della pubblicità, il vero core business dell’azienda. I tagli di personale al team, i cui membri saranno comunque ricollocati all’interno di Meta, potrebbero significare un pericoloso cambio di rotta per il gigante tecnologico di Zuckerberg, verso un futuro meno attento alle vulnerabilità dei propri utenti.

Il team per l’Innovazione Responsabile e i Facebook Papers

Nel settembre del 2021 i Facebook Papers hanno scosso il mondo tech. I documenti, sviluppati da quella che allora si chiamava ancora Facebook e che ora ha preso il nome di Meta, mostravano come i social della compagnia potessero causare danni rilevanti ai propri utenti, a causa del loro stesso funzionamento. Il più famoso di questi effetti indesiderati è quello che i social, soprattutto Instagram, causa sui suoi utenti più giovani. Sono gli effetti deleteri della Social Comparason, la comparazione sociale, che Instagram esaspera.

Non solo i Papers mostrano come Meta sappia molto bene quali siano gli effetti che l’utilizzo dei propri social da parte dei giovani e giovanissimi. Rivelavano anche che l’azienda aveva fatto davvero poco per contrastarli, e ne aveva sminuito l’importanza in pubblico. Per questa ragione gli occhi di molti analisti erano puntati sul team per l’Innovazione Responsabile, una squadra di ingegneri, esperti di etica e psicologi creata per interfacciarsi con tutti i reparti di Meta, e guidarne le scelte in termini di tutela dell’utente. 

Secondo Zvika Krieger, che ha guidato il team, Meta avrebbe dimostrato tramite il suo operato un’attenzione superiore alla media delle altre compagnie tecnologiche riguardo a questi temi. Ma sia Krieger, che uno dei suoi principali sponsor all’interno dell’azienda, il CTO Michael Schroepfer, oggi non lavorano più per la compagnia di Zuckerberg. 

Meta, futuro incerto tra pubblicità e metaverso

Le preoccupazioni etiche non sono l’unica ombra sul futuro di Meta. L’inflazione e l’aumento del costo del denaro hanno ridotto gli investimenti pubblicitari, e l’azienda proprietaria di Facebook sembra aver subito un contraccolpo peggiore della media del settore. Un calo dei ricavi dell’8% nel primo trimestre e del 14% nel secondo. Il paragone con il precedente anno fiscale, durante il quale il prezzo medio delle pubblicità vendute sui social di Meta era cresciuto del 47%, diventa impietoso. 

Nell’ultimo anno Meta ha continuato a perdere in borsa, riducendo il proprio valore di quasi 500 miliardi di dollari. Zuckerberg ha anche annunciato una leggera diminuzione delle spese, e soprattutto un rallentamento delle assunzioni di nuovi dipendenti. Lo smantellamento del team per l’Innovazione Responsabile potrebbe far parte di questa nuova politica di razionalizzazione delle risorse.

Politica che non tocca però il progetto che, secondo il suo fondatore, rappresenta il futuro di Meta: il metaverso. Ancora vagamente definito, questa versione maggiormente immersiva di internet assorbe investimenti per miliardi da parte dell’azienda. Tredici miliardi di dollari in perdite nel 2021 e tre nel primo trimestre del 2022 per Reality Labs, la compagnia demandata allo sviluppo delle tecnologie di realtà virtuale fondamentali per il metaverso. 

L’etica e l’attenzione ai possibili danni che queste tecnologie potrebbero creare alla salute mentale degli utenti però, assumono un ruolo di secondo piano nei piani di Meta. Una prospettiva inquietante, sia per i prodotti del presente, dalle pubblicità mirate a Instagram, sia per quelle future. Lo sviluppo delle tecnologie di realtà virtuale avrà sicuramente bisogno di una particolare attenzione all’utente che le consuma.

Photo by Gerd Altmann on Pixabay.com

Matteo Runchi

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.

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