Abbonati a ilBollettino
  • giovedì, 8 Dicembre 2022

Private Banking: il settore resiste alla crisi, ma la sfida è coinvolgere i giovani

DiMatteo Runchi

23 Novembre 2022
private banking

Il private banking continua a crescere, nonostante tutto in un momento di transizione per il settore. L’effetto mercato ne ha rallentato l’avanzata, e il passaggio generazionale sembra essere la principale sfida. In uno scenario incerto per l’economia però, la fiducia degli operatori nella crescita rimane alta. Cosa riserva il futuro al settore delle consulenze? 

La crescita del settore del Private Banking

Arrivato alla sua diciottesima edizione, il XVIII Forum AIPB fotografa la situazione del mercato del private banking. Dal 2007 il segmento ha visto una crescita continua, rallentata solo negli ultimi dodici mesi dai pessimi risultati delle borse di tutto il mondo. L’aumento di fatturato è reso ancora più significativa dal fatto che, nel contesto italiano, il PIL è rimasto nei migliori dei casi stabile, se non è diminuito. Il private banking arriverà nel 2022 a sfiorare il trilione di euro di fatturato, obiettivo che secondo il presidente di AIPB Andrea Ragaini sarà raggiunto nel 2024.

Sono tre i capisaldi su cui si è fondata questa crescita. Il primo è la fiducia dei clienti, cresciuta negli anni fino a raggiungere un livello di soddisfazione del 84% nel 2022. Il secondo è l’innovazione, portata avanti tramite segmentazione dell’offerta (2000), architettura aperta (2004), la consulenza come servizio di investimento (2007), investimenti sostenibili (2016), l’interesse nel private market (2018), e nei digital asset (2022). Infine cruciale è stata la capacità del private banking di proteggere il capitale dei suoi investitori, soprattutto con la diversificazione degli investimenti, che differenzia le famiglie che usufruiscono dei servizi di un banker da quelle che invece non ne fanno utilizzo.

Le sfide per il futuro

Il settore va però incontro a quattro sfide che potrebbero definire il futuro. La prima e più sentita da tutti gli operatori è il ricambio generazionale. I giovani non sono attratti dal private banking, e la demografia degli operatori sta rapidamente invecchiando, trovandosi sbilanciata verso gli over 40. Per risolvere questo problema, oltre ad una maggiore diffusione dell’educazione finanziaria, AIPB ha avviato da tre anni un Master in Private Banking e Wealth Management per formare i nuovi operatori. Proprio la mancanza di un percorso di studi adatto è tra le cause della mancanza di ricambio generazionale secondo l’associazione. 

Anche la demografia della clientela sta cambiando. Nuovi attori, soprattutto donne, si stanno affacciando sul mercato e avranno un modo di investire i propri patrimoni molto diverso dal passato. Per adattarsi anche la sfida dell’innovazione è fondamentale. In particolare il settore del private banking sta seguendo con attenzione sia lo sviluppo del mercato degli asset digitali, che l’utilizzo dei dati, argomento sempre più centrale. Infine, in tempi incerti in cui guerra e inflazione sono tra le preoccupazioni maggiori dei clienti, AIPB prevede una rilevanza sempre maggiore della protezione del patrimonio, piuttosto che un aumento della propensione al rischio.

Photo by Buffik via Pixabay

Matteo Runchi

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *