martedì, 23 Aprile 2024

Polmone: quanto pesano cure, assistenza e interventi sul bilancio familiare?

DiMario Catalano

1 Dicembre 2022
Polmone

Tra costi diretti sanitari e indiretti sociali il tumore al polmone ha un peso economico in Italia di circa 16 miliardi di euro all’anno. Tra le prime cause di morte nelle regioni industrializzate (in Italia colpisce 40mila persone e fa 34mila vittime all’anno, secondo l’Associazione Italiana Registro Tumori) negli ultimi due anni è aumentato a causa della pandemia. Con la diffusione del Covid-19, infatti, soprattutto durante la “prima ondata”, i ritardi nelle nuove diagnosi si sono accumulati sempre di più.

I maggiori fattori di rischio della patologia sono molteplici: il fumo della sigaretta (responsabile dagli otto ai nove casi su dieci), o altri legati all’esposizione professionale, tra cui: l’amianto, il radon e i metalli pesanti. Nel report realizzato dalla Fondazione “ONDA” (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna e di Genere) si analizzano anche le conseguenze sul piano lavorativo, sociale ed economico. L’85% dei pazienti è seguito in realtà oncologiche che si trovano nel raggio di 50 chilometri dal proprio domicilio. Ma i costi per una diagnosi di cancro sono significativi. Il SSN (Sistema Sanitario Nazionale) copre la maggior parte delle spese, compresi i costi elevati dei farmaci antitumorali e l’accessibilità dei pazienti alle procedure necessarie per diagnosticare e curare la malattia. Una spesa complessiva che raggiunge ogni anno l’equivalente del 14% della spesa sanitaria totale. Nonostante ciò, secondo l’undicesimo rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici promosso dalla FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), dal portafoglio delle oltre tre milioni di persone malate di cancro, di cui 700mila in trattamento, escono altri cinque miliardi di euro. La ricerca è realizzata da Datamining, in collaborazione con Aimac (Associazione italiana malati di cancro, parenti e amici), INT (Istituto Nazionale dei Tumori) di Milano e Pascale di Napoli. Ma c’è di più. Per oltre sei pazienti su dieci i costi sostenuti hanno impattato fortemente sul bilancio familiare. Dalle visite specialistiche ai farmaci, agli interventi di chirurgia ricostruttiva.

Nel corso dell’ultimo decennio qualcosa è cambiato, però. Rispetto al 2012 si sono ridotti i costi privati per i farmaci (da quasi 1,5 miliardi di euro a 808 milioni di euro), per i presidi sanitari come parrucche e protesi (da 143 a 38 milioni di euro), per gli esami radiologici, di medicina nucleare, di laboratorio e altri prelievi (da 171 a 65 milioni di euro), per l’assistenza domiciliare di infermieri, colf, badanti (da 909 a 321 milioni di euro). Al contrario, sono raddoppiate le spese private per le visite specialistiche (da 561 a 1.182 milioni di euro) e per gli interventi di ricostruzione (da 25 a 425 milioni di euro).

Sei pazienti su dieci hanno pagato privatamente visite ed esami diagnostici, spendendo in media 406 euro in un anno; quattro su dieci si sono dovuti spostare, spendendo circa 800 euro, e più di uno su dieci ha sostenuto spese alberghiere per quasi 1.200 euro. Il 25% dei malati ha pagato privatamente una media di 457 euro per farmaci non oncologici. Ma nella vita dei pazienti non bisogna dimenticare il supporto dei caregivig e i familiari che se ne prendono quotidianamente cura. I malati in terapia domiciliare (41%) ne hanno bisogno con una frequenza maggiore, rispetto a quelli trattati in ospedale (29%). In totale, la spesa sostenuta direttamente dai malati è di 2,5 miliardi per spese mediche e 2,2 miliardi per spese correlate.

A essere penalizzata a causa della patologia c’è anche la sfera lavorativa. Più di un paziente su quattro (il 27%) ha dovuto interrompere la propria attività perché non era compatibile con lo stato di salute, oltre il 50% ha dichiarato di non stare bene fisicamente e il 45% dichiara di non aver mantenuto i livelli di reddito precedenti.

Chi ha continuato il proprio lavoro non è stato esente dai problemi. Il 23% ha avuto difficoltà a richiedere ore di permesso/giorni di malattia o è stato “spesso” poco produttivo. Doppiamente svantaggiate, in termini di giornate di lavoro o studio perse, sono le donne rispetto agli uomini; colpiti anche i lavoratori con più di 55 anni e quelli autonomi. Quelli a tempo determinato sono i più penalizzati in termini di carriera rispetto gli altri.

Ma in questo scenario non di certo incoraggiante, c’è anche qualche notizia positiva che si deve soprattutto al progresso scientifico e tecnologico. Negli ultimi anni, infatti, l’innovazione ha dato un supporto notevole al miglioramento delle tecniche terapeutiche per una più accurata identificazione delle esigenze dei pazienti. Ma ha avuto importanza anche a migliorarne la qualità della vita, permettendo di programmare le attività giornaliere e lavorative. La scienza sta facendo passi da gigante e in questo percorso, l’Intelligenza artificiale può avere un ruolo decisivo. La Commissione Europea ha lanciato I3LUNG, un programma di ricerca sul tumore al polmone che ha lo scopo di creare uno strumento decisionale all’avanguardia che permetterà ai medici di selezionare la migliore terapia, sia per efficacia che come risposta agli specifici bisogni e necessità dei pazienti. Un percorso che aumenterà le conoscenze scientifiche e tecnologiche dell’Europa, rendendola sempre più competitiva sul piano internazionale. Il programma di ricerca e innovazione più vasto al mondo si svilupperà nell’arco di cinque anni, fino al 2027. In totale saranno stanziati 95,5 miliardi di euro e sarà aperto a organizzazioni di qualsiasi genere, come il mondo accademico, l’industria e gli enti di beneficenza. Di questa somma, circa 8,33 miliardi di euro finiranno nell’area della salute. Tra le novità del progetto I3LUNG, l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (AI). Nello specifico, si studieranno le metodologie di apprendimento profondo e approfondimento automatico (Deep Learning e Machine Learning) per analizzare l’enorme quantità di informazioni disponibili per questa tipologia di tumore. Saranno raccolte le caratteristiche cliniche, le immagini radiologiche e le caratteristiche del tumore già disponibili per 2mila pazienti “arruolati” in studi clinici nei centri che faranno parte del progetto. Verranno in parallelo generati dati biologici “multiomici” comprendenti il carico mutazionale del tumore, l’analisi del microbioma intestinale, il profilo di espressione immunitario tumorale e circolante, ma anche la metabolomica in 200 pazienti arruolati in uno studio prospettico comune ai centri clinici coinvolti. Non mancherà uno studio psicologico di questi ultimi, il cui contributo sarà fondamentale per sviluppare uno strumento di supporto medico che tenga conto delle preferenze del paziente riguardo al suo piano di cura.

Chi saranno gli attori che parteciperanno al progetto I3LUNG? Il programma coinvolgerà sei centri clinici di eccellenza che si occuperanno della cura del tumore polmonare in tutto il mondo (Italia, Germania, Spagna, Grecia, Israele e Stati Uniti d’America). ©