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  • giovedì, 9 Febbraio 2023

Twitter perde il 40% delle proprie entrate e torna sul business degli annunci politici

twitter

La rivoluzione di Musk non si ferma. La sete di entrate del nuovo proprietario di sta portando il verso la reintroduzione degli annunci politici. Un business miliardario, ma reso radioattivo dal caso Cambridge Analytica. Quanto vale il mercato delle politiche?

Il ritorno degli annunci politici su Twitter

Era il 2019 quando Twitter decideva di bandire dalla propria piattaforma gli annunci pubblicitari politici. Sulla scia degli scandali che avevano coinvolto soprattutto , e che avevano dimostrato come questo tipo di pubblicità potessero essere utilizzate dalla stati esteri per influenzare le elezioni negli Stati Uniti, il social decise di rinunciare ai proventi provenienti dalle campagne elettorali per garantire la propria neutralità nelle elezioni.

Una decisione che verrà però presto revocata. Sotto la guida di Elon Musk, Twitter allenterà le proprie restrizioni puntando ai proventi provenienti dal mercato degli annunci politici. Le ragioni di questa decisione sono da ricercarsi, oltre che nelle idee del nuovo proprietario, anche nelle recenti modifiche alle politiche di moderazione. 

Molti inserzionisti hanno abbandonato Twitter, spaventati dal possibile danno d’immagine causato dall’associazione con un social che permette di esprimere determinate opinioni. Da quel momento, secondo un report della newsletter Platformer, le entrate sarebbero scese del 40% su base annua, a causa dalla fuga di più di 500 inserzionisti. Un duro colpo per le casse del social, che nel 2021 aveva ricavato il 90% dei propri introiti dalle pubblicità.

Annunci politici, un mercato in crescita

La scelta di Twitter di riaprire le porte al mercato degli annunci politici potrebbe essere però corretta. Un report di eMarketer mostra come, nonostante l’inflazione abbia rallentato la spesa pubblicitaria, quella relativa alla stia continuando a crescere. Ma con i social ormai chiusi a questo tipo di investimento, il grosso dei soldi spesi durante le campagne elettorali sta andando verso i media tradizionali.

Negli Stati Uniti, nei mesi precedenti alle elezioni di medio termine del 2022, le televisioni hanno ricevuto 1,4 miliardi di dollari dalla vendita di spazi pubblicitari. Molte agenzie che si occupano di annunci politici hanno testimoniato come i propri clienti abbiano ridiretto i fondi precedentemente destinati ai social verso le TV. Twitter punta quindi ad una delle ultime sacche di crescita del mercato pubblicitario, dove la concorrenza, almeno da parte degli altri social, è per il momento nulla.

Matteo Runchi

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.

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