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  • giovedì, 2 Febbraio 2023

YouTube insegue TikTok: Videogiochi addio, comincia l’era degli Shorts

Youtube

Le nuove regole di su contenuti grafici disturbanti e linguaggio utilizzati nei video erodono le entrate di molti creator. La piattaforma sta spostando il proprio modello di business verso gli Shorts, e a soffrirne è una delle categorie che più ha contribuito al suo successo: i . Dopo Instagram, anche YouTube inizia a “TikTokizzarsi”? 

Le nuove politiche di YouTube sui contenuti

A inizio dicembre 2022 YouTube implementa linee guida che colpiscono tutti i contenuti presenti sulla piattaforma. Queste nuove politiche restringono molto ciò che può essere detto e mostrato. Si parla soprattutto di linguaggio scurrile e violenza. Gli effetti iniziano a vedersi solo nel 2023, quando molti creatori del mondo dei videogiochi denunciano che i propri video, anche vecchi di anni, sono stati demonetizzati.

Il modo in cui gli YouTuber guadagnano si basa sulla pubblicità. È però la piattaforma a decidere quali video siano adatti a quali inserzionisti. Se un contenuto viola alcuni parametri, l’età di chi può vederlo viene ristretta e il sito rimuove da esso gli annunci degli inserzionisti più redditizi. Con le nuove regole in vigore da dicembre 2022 però, in questa categoria di contenuti sono finiti anche quelli relativi ai videogiochi.

Addio al Gaming, benvenuti Shorts: la TikTokizzazione di YouTube

Molti gamer hanno denunciato la perdita dei propri introiti derivanti dai vecchi video caricati prima del cambiamento di regole. YouTube ha annunciato nelle ultime settimane alcuni cambiamenti, soprattutto sul linguaggio, ma la direzione intrapresa dal sito sembra chiara. La crisi del mercato pubblicitario sta colpendo tutte le aziende tecnologiche. Il terzo trimestre del 2022 ha visto un calo delle entrate pubblicitarie rispetto al precedente, con 7 miliardi di dollari, in calo sia su base annua che trimestrale.

Per questo motivo YouTube sta puntando su contenuti brevi, gli Shorts, più simili a quelli di TikTok. Questi video, e il modello di consumo a essi associato, rendono di più. Lo dimostra il fatto che, nonostante un taglio significativo delle stime di guadagno, il cinese è comunque riuscito a crescere del 150% nel 2022.

La crescita è quindi per YouTube uno dei principale problemi, e uno dei fattori che spaventa gli investitori rendendo la piattaforma meno attraente. Gli inserzionisti saranno quindi spinti a puntare sui formati più brevi, grazie a un nuovo programma di partnership. Gli utenti che accumuleranno abbastanza iscritti e visualizzazioni potranno guadagnare dai loro Shorts. Si partirà dal 1 febbraio, data che potrebbe segnare una nuova era per il sito di condivisione di video più famoso al mondo, rendendolo sempre più simile a TikTok.

Matteo Runchi

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.

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