sabato, 13 Aprile 2024

Meta, meno Metaverse e più tagli al personale: la ricetta per tornare a correre in Borsa

DiMatteo Runchi

8 Febbraio 2023
Meta

Meta vale di nuovo più di 500 miliardi di dollari. È il risultato di una serie di giornate strabilianti in Borsa, tra le migliori della storia della compagnia. Mark Zuckerberg ha parlato agli investitori, facendo il punto della situazione senza mai citare il suo progetto più caro: il Metaverse. La realtà virtuale verrà definitivamente abbandonata?

Meta torna a correre

Alla fine della giornata del 1 febbraio 2023, sui listini americani Meta fa segnare un rialzo a doppia cifra. Un +23% che sommato alle ottime prestazioni degli ultimi mesi, sfiora un aumento del valore delle azioni della compagina del 50%. 

Dopo un anno di sofferenza estrema, la madre di Facebook infine rimbalza, e torna ad avere una capitalizzazione di mercato di 500 miliardi di dollari. Non sono i mille toccati prima del crollo del 2022, ma possono essere la tanto attesa ricompensa da parte dei mercati azionari, così severi con la compagnia di Mark Zuckerberg fino a qualche mese fa.

La prima spinta al valore delle azioni l’avevano data i licenziamenti. Dopo aver raddoppiato i propri dipendenti durante la pandemia, Meta ha annunciato un ridimensionamento da 11.000 unità del proprio personale. Ma il vero salto è avvenuto dopo le parole dell’amministratore delegato e fondatore di Facebook agli investitori.

meta

Cosa (non) ha detto Zuckerberg sul futuro

Forte di un ultimo trimestre del 2022 al di sopra delle aspettative, Mark Zuckerberg ha parlato agli investitori promettendo un’azienda più efficiente. Il taglio delle spese in eccesso, già iniziato lo scorso anno durante il tuffo nel baratro in Borsa da oltre 800 miliardi, continuerà con ogni probabilità anche nel 2023.

Ma più delle intenzioni espresse dal CEO, ad impressionare in positivo gli azionisti è stata la totale assenza della parola Metaverse dall’intero discorso. Meta si sta orientando su altro, confermando che il progetto è da considerarsi quantomeno accantonato. Un fallimento reso evidente dai pessimi dati finanziari: 10 miliardi di dollari di investimenti, perdite di 3 miliardi a trimestre e pochissimi risultati concreti. La realtà virtuale si conferma nuovamente una tecnologia che non riesce, nonostante i progressi tecnologici, a diventare di massa.

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.