lunedì, 22 Aprile 2024

L’inflazione tocca anche i musei

DiMatteo Runchi

18 Maggio 2023 , ,
Musei

Nel 2023 un biglietto per un museo italiano costa il 10% in più che nel 2022 ma in alcune città va peggio che in altre. L’inflazione pesa anche sulla cultura, dove si sono concentrati gli aumenti?

Dove i musei sono aumentati di meno…

Un rapporto di Altroconsumo rivela che l’inflazione sta avendo effetti anche sulla cultura, in particolare sui prezzi dei biglietti dei musei italiani. Secondo i dati rilevati, in media il costo di una visita è aumentato del 10% rispetto al 2022. Se si paragonano queste cifre con quelle delle prime stime del 2011, si ottiene un rialzo di ben il 44%.

Le grandi città mostrano però spesso una tendenza opposta a quella nazionale. Agli Uffizi di Firenze nell’ultimo anno i prezzi si sono alzati solo del 4%, mentre i dati del 2018 parlano di un 5% in più.

A Milano invece i prezzi sono rimasti quasi del tutto invariati. Sia per il Cenacolo Vinciano sia per la Pinacoteca di Brera infatti, non si registrano variazioni significative. Rimane nella media nazionale Torino, dove in 10 anni però i prezzi sono aumentati del 60%.

Sulla linea di Milano anche Roma, dove i prezzi del Colosseo e dei Musei Vaticani non cambiano rispetto al 2022 ma cresce invece il costo della prevendita.

… e dove costano di più

Per quasi tutti gli altri grandi musei italiani invece gli aumenti sono ben oltre la media nazionale. A Napoli mediamente il biglietto si paga il 33% in più rispetto ad un anno fa. Se il Museo archeologico nazionale aumenta solo del 20%, Palazzo reale porta il costo a 10 euro, facendo segnare un +67%.

Anche gli scavi archeologici di Pompei fanno registrare un aumento di prezzo. Rispetto all’anno scorso, visitare le rovine della città romana costa un euro in più, che ammonta ad un +13%. 

Venezia si allinea invece con la media nazionale, ma una visita a Palazzo Ducale costa ora ai turisti il 15% in più che un anno fa. Anche il Museum Pass, che permette di visitare altre 10 strutture, ha subito un rincaro del 14%.

Attento alle tendenze e profondo conoscitore della stampa estera, è laureato in Storia del giornalismo all’Università degli Studi di Milano. Dinamico, appassionato e osservatore acuto, per il Bollettino si occupa principalmente del mondo dello sport legato a quello finanziario e del settore dei videogiochi, oltre che delle novità del comparto tecnologico e di quello dell’energia.